
Non più giorno consacrato
Questo serva ancora una volta a dare un esempio di telepatia. Cosa dicono, a distanza, quelli dell'altra sponda? Ecco la principale osservazione: "Va bene, ci dica cosa dà in cambio delle domeniche". Tutti sapete che da secoli in Occidente emblema della cristianità è la domenica, giorno consacrato in cui si tiene messa. Per l'Islam questo giorno è il venerdì, per gli Ebrei il sabato.
Ebbene, in cambio della domenica non c'è un altro giorno che si consacri al rito. Il rito della Nuova Era si tiene nell'etere, in cui le giornate sono soltanto convenzioni. Che la settimana si apra di lunedì e si concluda di domenica va bene, perché rispetta un ordine. Quest'ordine però non ha più un sacro prestabilito. Prima noi sapevamo che, invariabilmente, tutte le domeniche si faceva quella cosa. Ora il sacro, non avendo uno schema prestabilito, non ha nemmeno una sua giornata della settimana. Sarà bello? Sarà nuovo? E' così, e io o voi altrimenti non possiamo stabilire.
Perché in precedenza fu così lo capite dal fatto che le menti di quelle epoche concepirono il giorno del Signore. Allora, pare che esso fosse quello che apriva la settimana (domenica, secondo le usanze). Si era diffusa la voce che il primo giorno della settimana fosse quello in cui Gesù Cristo era risorto e così quel giorno domenicale fu dedicato da allora all'evento principale del rito, forse anche in osservanza di un presunto riposo divino di cui parlava la Bibbia. Commemorare Gesù era commemorare il suo ritorno tra i vivi (cosa smentita definitivamente da Memoriale, nel senso che non è possibile rinascere tre ore o tre giorni dopo). Oggi chi volesse ancora commemorare quelle cose può farlo perché vi è libertà, ma deve arrendersi a un fatto che sovrasta tutte queste cose: non c'è un giorno dedicato al sacro, poiché stabilirlo per sempre è solo una convenzione. Che lo si facesse nell'antichità è comprensibile: occorreva unificare tutti i fedeli, che osservavano quel rito in luoghi disparati. Perfino il Ramadan, con il suo calendario lunare, era un appuntamento. Nell'Era dell'Acquario non ci sono appuntamenti prestabiliti. Quando il sacro si manifesta, non c'è un calendario prestabilito che lo segnala. Ecco il riacquisto della libertà: rinnovato il concetto del sacro, esso si manifesta senza una giornata fissa. Pensate che nemmeno un compleanno dovrebbe essere data fissa: chi fosse nato alle 23.35 di una certa sera in alcuni anni festeggerà il giorno dopo, poiché ritroverà il suo Sole dopo la mezzanotte e anche più tardi. Siccome gli uomini non erano aquile e tendevano verso l'appuntamento fisso, festeggiavano sempre quel giorno e senza informarsi. Così fecero ad esempio con il Natale, giornata fissa. E fu una delle cose più assurde e fantasiose, poiché mai si ebbe dimostrazione che quel giorno fosse nato Gesù. Nella nuova visione manca la rigidità di quelle date fisse.
Qui abbiamo dato un rompete-le-righe. L'assenza di un giorno consacrato è data proprio dal fatto che nulla può ripetersi nelle medesime condizioni di partenza. Se tu vuoi commemorarlo lo fai quando vuoi, poiché nessuno ti obbliga a farlo proprio in quel giorno della settimana e nulla ti dice che debba farlo 300 anziché 302 anni dopo. Dire che la domenica è giorno consacrato è possibile quando si intenda appunto vivere una successione rituale entro una comunità. In essa però si è costretti a concepire il sacro in modo astratto, un modo che oggi non è più possibile intendere. Nel Nuovo Periodo il sacro si slega finalmente da una giornata, perché appare all'essere sotto svariate forme... quando appare. Voi direte ad esempio che è sacra quella prima volta (poniamo, 16 gennaio 1984 per chi la ebbe) e allora la commemorazione la ricorda.
In origine, la Messa fu nient'altro che un breve ricordo informale e casalingo di quell'uomo. Per convenzione, il rito diventò domenicale per eccellenza. Oggi noi facciamo varie cose la domenica: questo è il giorno del calcio soprattutto, e poi di una scampagnata, di una inaugurazione di galleria o di una mostra, di un'apertura straordinaria di concessionario d'auto ecc.ecc. Questa è anche la giornata tradizionale del riposo, nel senso che tutto ciò che esula dagli affari si riserva al fine settimana. In questo senso è anche diventato l'ultima appendice di una triade (week-end) che inizia ad un'ora variabile del venerdì e si conclude nella tarda serata di domenica. La triade ha finito per costituire un'occasione profana, che lentamente ha sostituito la vera festività sacra dei Cristiani. Quindi, perché non riconoscere che non esiste più il fine settimana della Cristianità?
Questo significa che non possiamo più dirci Cristiani
Se noi avessimo il rito delle origini, pensate che a cominciare dal venerdì - passando per un sabato di novena e di letture, che culmina nella Santa Messa della domenica - dovremmo dedicarlo a Nostro Signore. Invece, chi lo fa più? Tutti, dico tutti a fine settimana prendiamo un'auto e andiamo fuori. Tutti andiamo al mare o in montagna. Se restiamo in città andiamo ai parchi o in bicicletta. Nessuno dedica il fine settimana al Signore. A farlo sono soltanto i pochi sopravvissuti di un rito che ormai non esiste più. Che essi continuino a dire le parole di sempre può essere considerato ammirevole da una parte, ma dall'altra urge un'esigenza di rigore che anche qui ci porta a concludere in un solo modo: quel che non corrisponde più all'oggi va eliminato.
Per dirvi ancora di quanto io sia telepatico, i sacerdoti dicono poi un'altra cosa: "Siamo convinti che se anche riuscissimo a terminare e rivoluzionare tutto, dopo un po' la gente sentirebbe nostalgia e rivorrebbe la domenica". E bravi. Qui vi volevo. Non accadrà così, se voi e gli altri entrerete nella Nuova Era dopo aver letto tutte queste pagine. Basterà capire. Basta capire perché non c'è più domenica e anche questo verrà accettato senza problemi. Se poi ci fossero, non avere più quel rito sarà proprio la migliore garanzia per non ricaderci (perché, lo dissi migliaia di volte, non è che succeda qualcosa di particolare quando recitate formule e prendete un'ostia). Se poi non sapete cosa fare la domenica mattina perché le membra si erano abituate a quelle cose, potete benissimo fare delle letture (e allora verrei anch'io). Vi riunite e leggete insieme, magari alle 10 o alle 11, passi dei testi che dite voi. Basta, senza ostie e senza sacramenti (di cui non abbiamo bisogno). Dovremo dire basta poi a quelli che continuavano a trascrivere dati su 'religioni di Stato'. Non esisteranno più religioni ufficiali di uno Stato. Anche qui, non ce lo ha ordinato qualcuno dal cielo. Era solo una nostra convenzione, e state certi che chi la rispettava non guadagnava qualcosa in punto di morte in più di chi non la rispettava. Eliminando il rito domenicale, noi rinasciamo... perché liberiamo la nostra vita da un'abitudine. Una cosa molto positiva e costruttiva, che contribuisce a far riacquistare il cervello a chi purtroppo lo aveva perso. Dando nuovi stimoli, arricchirete le vostre domeniche. Vi incontrerete, perché si vive tra noi e non con qualcuno che sta in cielo. Uscirete, perché respiriamo l'aria e non passi della Bibbia. Giocherete a quello che volete, perché se considerate questo giorno esterno all'ufficio è giusto ricrearsi. Farete il bagno, perché se avete molto lavorato vorrete purificarvi. Vi stenderete sui prati, perché non si può vivere solo nelle città. Respirerete profondo.
Pagina del 14 ottobre 2006