Non c'è un passaggio se la persona è qualcosa
Colui che è quella cosa, la fa

Ecco un fatto che è importante spiegare e ricordare. Se voi siete (nati) qualcosa, facendolo non fate altro che rappresentare la (vostra stessa) natura. Non c'è nemmeno rivoluzione, in tal senso, nel fatto di colui che improvvisamente si ponga a lavorare sugli impianti elettrici se fin da bambino aveva predisposizione per essi. 'Rivoluzione' si ha, al contrario, quando un settore viene occupato da gente incompetente e allora certo che occorrerà qualcosa di socialmente grande per mandar via quella gente e restituire al settore i titolari più adatti.

Nella questione di Dio, è lo stesso. Essendo stati in balia di una 'deviazione del pesniero' per più di 2000 anni, non facciamo altro che 'tornare alla normalità. Ve lo dissi da subito. Back to normal. Restituendo il senso originario alla parola, si compie una giusta 'resa' alla natura. Ogni volta che noi rendiamo un essere o un oggetto alla sua funzione, non facciamo altro che adeguarci alla natura stessa (dell'essere o dell'oggetto). Così, colui che fosse nato pianista avrebbe poco senso che lavorasse come impiegato in un ufficio dello Stato, eppure la vita - come sappiamo - riserva spesso anche queste evenienze. Ebbene, quando si compie quel ritorno si realizza uno degli avvenimenti più lieti. Naturalmente, non è cosa semplice che si realizzi. Come spesso avrete notato, ostacoli soprattutto di natura umana si frapporranno. Ci sarà perfino chi metterà sbarre (simbolicamente parlando), cercando di impedire che la cosa si realizzi. Lo abbiamo detto: nel genere umano trovate di tutto. Finché si fu Primati, la macchina funzionava ma a due cilindri anziché a tre.

Nella questione di una nomina, la cosa è ancora più evidente e pulita. Se io sono autorità, nel giorno in cui mi nominano per un incarico di responsabilità che comporta autorità io non ho nemmeno bisogno di fare qualcosa di speciale poiché entro nel mio campo. Qui sarete sorpresi di constatare che il passaggio da una condizione (che voi direste di 'anonimato') a un'altra nemmeno esiste. Io, recandomi a Palazzo Chigi, non faccio altro che entrare in un settore mio per espletare funzioni mie. Funzioni, cioè, che mi appartengono di natura e che avrei potuto compiere già da prima. Chi canta professionalmente dai 27 anni non è che s'inventi improvvisamente una nuova persona: avrebbe potuto cantare in qualsiasi momento. Semmai, nel frattempo è migliorato. Così, se io so cantare vado (anche improvvisamente) su un palco a 49 anni e canto... magari molto meglio di coloro che stanno partecipando al festival. Siete voi che non lo sapevate. L'unico dettaglio che balzerà in rilievo è il fatto che il pubblico scopra che un signore mai sentito prima possiede una bella intonazione o magari suona meravigliosamente il pianoforte. E' un esordio? No, lo abbiamo spiegato. Non esiste un'apposita terminologia, per una prima volta sul palco. Quello ci va e se era dotato di natura si esibisce con un certo esito a qualsiasi età. Ma allora come mai è accaduto solo adesso? Beh, per questo dovrei scrivere due volumi di 500 pagine: non posso parlarne qui, esaurendo in dieci righe. Fatto sta che accade. E l'entrata in un nuovo settore, per un uomo che suonasse bene il pianoforte, sarà solo 'professionale'. In verità, quell'uomo avrebbe potuto suonarlo anche 20 anni prima. L'interesse viene dal fatto che il pubblico (ma non lui) lo scopra. Ma lui era pianista anche prima. In una nomina a primo ministro, se la persona è nata per essere autorità, c'è ancora meno suspence. La persona, che magari ne sa molto di più del primo ministro attuale, si reca nella sede e svolge le sue funzioni politiche. Dal nulla? Anche dal nulla. Semmai, se vi riesce bene, sarà una cosa bellssima che il passaggio lo proietti dal nulla di una situazione precedente perché in questo modo:

1) Egli si presenta in una condizione di 'purezza'

2) Egli non è stato 'spinto' o 'aggregato' al settore da elementi innaturali o di corruzione

Qui invece i Primati, che non capivano, avrebbero obiettato che l'uomo non aveva un passato politico. Pensate che sciocchezza. E' come se voi, sentendo un 50enne suonare il piano in modo sublime, gridaste dal palco che 'non ha un passato da pianista'. E già questo vi dice quanto fosse stupida (in Occidente specialmente) tutta la razza umana, che con i curriculum aveva pasticciato ancor di più la questione. Chi fa bene una cosa la fa bene comunque. L'età che ha non può avere una sua influenza su questo fatto. Se non gli viene concesso di farla, da altri Primati, è chiaro che le sue capacità restano inespresse (attenti a questa parola, 'inespresse' non vuol dire 'sprecate'). Einstein avrebbe potuto anche fare l'impiegato a vita. In quel caso, però, la società non si sarebbe avvalsa dei suoi contributi.

Dicevo, in altra pagina, che le nomine a Palazzo Chigi sono sempre avvenute nel modo che conosciamo. Se ne parla prima, per anni. La persona ha già una grande presenza sulla stampa, i gruppi politici consultati portano il suo nome, insomma... il presidente non faceva mai quella scelta che l'art.92 gli dettava. Per tutti (salvo forse nel caso di Goria) è stato così. Prima un lungo monopolio democristiano, poi una prevalenza socialista, infine una diarchia Forza Italia-Pds hanno sempre bloccato il quadro politico. Alcuni mi ripeteranno che le forze politiche erano quelle. No! Quelle erano le forze che si spartivano la torta elettorale elargita dallo Stato e poi comandavano con foglietti e segnalazioni loro anche il campo delle nomine. In verità, le forze politiche sono soltanto quelle di chi sa fare politica. Quali dovrebbero essere le forze parlamentari? Quelle di chi sa fare le leggi. Quali dovrebbero essere le forze canore? Quelle di chi sa cantare. Altre destinazioni io non conosco.

Restituito in questo modo ogni settore ai suoi 'talenti', le discussioni in pratica si chiudono. Colui che ha autorità diventa primo ministro o presidente con tutti gli attributi. E allora, anziché avere soltanto una scienza da economista e la direzione 'nomismatica' di due o tre enti (cito i talenti del premier attuale) darà lezioni sul cielo, istruirà il consiglio dei Ministri sulla scuola, riorganizzerà i servizi sociali e della cittadinanza, parlerà direttamente in un'altra lingua quando si reca all'estero (e però offrirà ugualmente dei caffè agli ex-interpreti), farà conferenze di teologia, presenterà raccolte di poesia, istruirà la classe arbitrale di uno sport, spiegherà a tutti l'azione di governo dei prossimi mesi ecc.ecc. Questa è un'autorità. E quelle sono le cose che una vera autorità deve fare, perché il campo politico include tutti i settori. Autorità lo si è, perché si è autori. E passare a svolgere queste funzioni non può incontrare la sfiducia preventiva di un'assemblea, perché sarebbe come se una famiglia votasse al momento di accettare una nuova collaboratrice domestica in casa. Che ne sanno di come lavorerà quella donna, se non l'hanno vista in attività? Una fiducia preventiva votata uno per uno dai membri di un'assemblea è un controsenso. Semmai, la fiducia è significativa durante il corso di un'azione di governo. Ma dovrebbe essere amministrata in modo diverso da quello attuale, poiché oggi essa è solo uno strumento di ricatto di alcuni verso gli altri. La fiducia non può essere un'arma o un ricatto. Ricordate la pagina che scrissi qualche anno fa su questa parola? Dissi che era una cosa molto fine, come una donna che non si dà facilmente poiché ha bisogno di una certa atmosfera. La fiducia si nutre quando vi è incertezza, non quando vi è certezza. Se io sono certo di una cosa, non ho bisogno di essere fiducioso. Ne sono certo.

Pagina dell'1 marzo 07