
Se mancano autorità
Grandi consulti, ieri, all'insegna del non capisco. Com'era prevedibile, lo specchietto di cosa farebbero i vostri presidenti e il vostro papa se fossero vere autorità ha colpito e ha creato interrogativi soprattutto in chi non conosce questa tematica. Problema principale è che ci siamo adeguati col tempo a vivere senza autorità e così il semplice far presente cosa accadrebbe se ci fossero desta sorpresa. E' favolistico ad esempio pensare che il presidente di una nazione non possa circolare liberamente tra la folla e debba sempre uscire blindato e scortato all'interno di auto blu. E' favolistico ad esempio pensare che il papa non possa circolare liberamente e pensarlo chiuso dentro un recinto chiamato Vaticano ha più della fiaba che della realtà. Questo significa che tutta la società si era adeguata a ricevere elementi di una fiaba, anziché convivere con la realtà.
La lettura di quella pagina suscita pensieri e idee supplementari, ma dovete essere precisi e non fraintendere. Il pensiero più immediato, a leggere la pagina 'auctoritas', è che allora in tutto il mondo non esiste una sola autorità. Certo, nessuno dei presidenti o premier attuali lo è. Cosa ben diversa dal pensare che non esistano autorità. Esse invece ci sono e ci sono state, ma vivevano in mezzo a noi e non erano presidenti di una nazione. Il pensiero più immediato, nel leggere quella pagina, è che i presidenti attuali allora non svolgano bene il loro ruolo. Non ho scritto questo, imparate a non far dire a un autore quello che non ha scritto. Ho scritto una cosa diversa: se fossero vere autorità, svolgerebbero il loro ruolo nel modo spiegato. Palese dunque il sillogismo: svolgendolo in modo diverso, autorità non sono. Ecco tutto.
Vivere in un mondo privo di autorità significa poter assistere alla progressiva disfatta degli altri senza doversi dolere molto di una propria assenza dalla scena. La vera autorità se ne starà buona in strutture sociali innocue (volontariato, uffici, consultori ecc.) oppure addirittura si isolerà dalla comunità intera per inadeguatezza. E nulla potrebbe valere a reimmetterlo, se non un riacquisto di prerogative da parte di chi governa. Voi direte, nella situazione degli ultimi anni, che questo sia ancora molto improbabile. Intanto c'è qualcuno, come me, che lo ha scritto e lo ha fatto presente.
La mancanza di autorità spirituale o temporale priva la comunità di un centro. Qualsiasi tradizione spirituale fu dotata di un centro (la Mecca fu quello dei Musulmani). Giustamente Ratzinger ricorda ogni tanto ai Cristiani quale esso sia, quando recupera le originarie 'spalle' date ai fedeli dall'officiante. Essere privi di un centro implica conseguenze rilevanti sia nell'estensione del potere temporale (società) sia nell'estensione del potere spirituale (comunità ecclesiale). Pensate che perfino il personal computer dei giorni nostri lo dice: se voi private la macchina del cervello essa non funziona più e va in tilt. Succede anche alla società, proprio nelle carenze che ho segnalato in questo sito. Essere privi di un centro significa:
a) sentenziare spesso su un tema, non arrestandosi mai (cosa contraddittoria, perché una volta dato il principio si è terminato)
b) assistere di continuo a un tribunale che smentisce quello di grado inferiore (il principio normativo non era uno soltanto?)
c) assistere di continuo a prese di posizione e dichiarazioni di tutti, in un caos quotidiano
d) dar retta agli interessi materiali, anziché ai principi
e) dar retta agli interessi del proprio schieramento politico, dicendo male di quelli dello schiaramento avverso anche quando siano giusti
e) parlare ogni giorno ai giornalisti, come se ogni giorno esistesse la necessità
f) non saper informare o non saper spiegare una cosa, analizzandola nei suoi principi
Notate che il punto f) è stata proprio la caratteristica di questi tre siti. Ogni volta che ho affrontato un argomento ho spiegato quali fossero i principi di base, senza i quali quell'argomento non può essere compreso o spiegato. Una persona vi chiede: "Perché non posso dire in italiano il Tv-color?". E voi già dite l'essenziale rispondendo: "Perché in questo caso un'unica parola verrebbe ad assumere due diversi generi (maschile e femminile), cosa che non può essere. Se in italiano si dice il ponte non si può dire contemporaneamente la ponte, salvo che il diverso genere esista per indicare un diverso significato della parola". E sarebbe bastato questo, a un orecchio intelligente.
Essere privi di autorità significa essere giunti al fondo di un periodo che aveva fatto della democrazia un baluardo insuperabile, osservando al contempo la degenerazione in tirannia e dittatura degli Stati che avevano accettato al potere un solo uomo o un'unica congrega che aveva imposto la propria presenza con la forza. Né l'uno modello (elezioni popolari) né l'altro (Stato totalitario) oggi reggono più. E così l'unico principio che si regga al di sopra di ciascuno dei territori definiti 'Stato' è al massimo un'organizzazione internazionale (Nazioni Unite), con tutti i limiti che già conosciamo. Far sostituire la volontà di questa organizzazione alla volontà di un singolo Stato può significare soltanto che nei singoli Stati non esistono autorità. Altrimenti, tutto scorrerebbe pacifico e lineare. La creazione delle Nazioni Unite, preceduta da un mezzo fallimento 25 anni prima, ebbe il significato di un compromesso tra tutti. Era come dire: "Noi da soli la pace non riusciamo a garantirla. In ciascuno dei territori può esserci un matto che prende le armi, e prima o poi noi stessi saremmo tentati di farlo quando il vicino non ci piace. Tanto vale creare un organismo al di sopra delle nazioni. Ogni volta che una debolezza si manifesti, ci rivolgeremo a quello facendo finta di risolvere quella debolezza". E che facciano finta lo capite proprio dal fatto che quell'organizzazione non ha dissuaso le nazioni dall'armarsi, in questi ultimi 60 anni.
Essere privi di autorità significa vivere in uno Stato in cui il primo ministro viene deriso con vignette, sul solo (fallace) presupposto che questo sia satira. Ahimè, non è così. Satira è prendere in giro qualcuno per le sue debolezze: lo fai una o due volte, poi fai altro. Se invece ogni giorno i vignettisti trovano pane per i loro disegni, significa soltanto che è stata consegnata autorità a chi non la aveva. Tutti avremmo preferito vedere vignette scherzose su cose piccole e profane, non certo vederle su quelle grandi. E così quando una comunità si arrabbia (Islam con la Danimarca) quasi quasi dovremmo vederci uno spiraglio, intuendo che finalmente qualcuno faccia valere le ragioni del sacro in un mondo che lo ha perso.
Essere privi di autorità significa vedere scomparire gran parte degli istituti tradizionali che la mantenevano. Se però succede, la vera autorità cosa avrebbe dovuto fare? Non certo quello che fecero papa Roncalli e gli altri, tentando di presentare una facciata anche diversa in un mondo che cambiava. Una vera autorità già nel 1958 avrebbe dettato i modi di far terminare la vita delle Chiese. Un giorno, nel 2004, vi dissi: "Se la scoperta di Memoriale fosse stata fatta da uno di loro, la cosa si sarebbe sistemata in qualche modo poiché la successione al soglio pontificio sarebbe stata garantita da colui che dettava nuove norme all'organizzazione. Invece, essendo stata fatta da un laico (Monni), essa non può che determinare la fine di tutte le Chiese cristiane". Qui spiego il significato della pagina 'auctoritas': una vera autorità sa anche dire la parola 'fine', perché conosce la capacità di dimettersi o di far dimettere qualcuno. Una falsa autorità invece esita e temporeggia, perché non vuol perdere il potere apparente che le è stato consegnato.
Perché chi ha autorità farebbe quelle altre cose, questa è cosa da intuire più che da spiegare. Nessuna persona che avesse autorità potrebbe uscire ogni volta circondata da una scorta, poiché sa che è proprio la scorta a creare potenziali esecutori. Tanto vale girare in bus insieme con gli altri, perché così parleranno con te e ti apprezzeranno. Nessuna persona che avesse autorità potrebbe partecipare a un'elezione mediante 20 milioni di schede da depositare in un'urna, perché ci sarebbe la possibilità che il governo venga dato a uno privo. Tanto vale esercitare quella che si ha in mezzo alla comunità, senza mai tentare di salire a quel governo. Nessuna persona che avesse autorità potrebbe chiudersi in un recinto chiamato Vaticano, perché non avrebbe senso fare da guida a un miliardo di persone. E così via. Qui il pensiero che più importa è il fatto che nessuno osasse rompere quel meccanismo che vedeva i successori al potere ripetere sempre le medesime azioni, come se non si accorgessero mai della finzione insita in quelle.
FAQ - Perché una vera autorità non accetta elezioni a schede?
Questa è la risposta più semplice, da dare. Perché, se vedo una persona che è competente in quel settore e può dettare norme perché lo conosce bene, io le dico: "Affidiamo a te l'amministrazione e la cura di quelle cose, perché vediamo che sei capace di farlo". Acclamazione significa soltanto questo. Se organizzassi una votazione tra 200 persone, per decidere chi debba governare, sarebbe molto pericoloso. Ci sarà infatti chi riceverà denaro per esprimere il suo voto, chi voterà a caso, chi sbaglierà nello scrivere il nome ecc.ecc.
Il cretino, che parla secondo destra e sinistra, pensa sempre che 'autorità' sia un concetto di destra. Ogni volta che vede trattazioni che riguardano l'autorità, è portato a pensare che sia un filone tardo-aristocratico sulla scia di Evola o che sia una nostalgia dei tempi che furono. Come se io avessi parlato bene dei re che regnarono in tempi recenti. Il recupero delle vere autorità detronizza, in primo luogo, proprio la monarchia. Non perché non possa esistere il governo di uno o di una corte. Ma solo perché quell'uno non è un essere fornito di sua autorità ed esercita una funzione direttiva per motivi di sola successione. Il mondo del secolo XX°, dopo la seconda guerra, fu una bipolarità tenuta in piedi mediante lo strumento della reciproca deterrenza. Oggi entrambi pensano soltanto a tenersi stretta la poltrona.
Pagina del 19 ottobre 2006