
Perché a un certo punto si parlò di New Age
Parlare di new age è come dire che stiamo vivendo qualcosa di nuovo, ma se tutti lo sentissero useremmo l'espressione in misura di gran lunga minore (=nessuno annuncia pubblicamente che sta cadendo la pioggia). Questo dimostra che il grosso della società non vive in pratica, perché non si accorge di queste cose (=e così parlare di New Age è come avvertire chi non conosce la tematica e continua a vivere come erano vissuti i suoi antenati). Noi siamo attorniati da nuclei sociali in cui un uomo si congiunge carnalmente a una donna, alla quale fa anche procreare, curandosi di non far mancare il denaro necessario e minimo per la sopravvivenza e il benessere. Nove famiglie su dieci rientrano in questo standard, che prevede una partecipazione minima al progresso del mondo e alla civiltà. Se leggono o sentono parlare di New Age è come se scorressero un mensile di auto, cosa che li prende solo superficialmente e dall'esterno. Ogni volta che io mi trovo ad esempio ad introdurre qualcuno alle basi fondamentali dell'astrologia, devo per prima cosa fargli capire che farà con me un volo in un'altra dimensione dello spazio e lontano dalle casse del market, dai distributori di benzina e dal tavolo del suo ufficio. La distanza tra chi insegna discipline della New Age e chi ha un impiego pubblico o privato è tale che seminare resta un'impresa proibitiva e disperata per chi la tenta. Se io andassi domani in un paese del Veneto di 12.000 persone e fondassi un centro per l'insegnamento dell'astrobiologia, sarebbe come cercare di farsi capire parlando arabo in Florida. E le strutture ospedaliere non aiutano, perché nemmeno sanno che esiste un modo per interpretare patologia del corpo dal cielo di nascita.
Sembra spiacevole dirlo, ma a un certo punto (inizio della Mass Tech) si cominciò a parlare di New Age principalmente perché la società, nonostante le grandi innovazioni introdotte a partire dalla fine anni '50 e la rapidità, non possedeva gli strumenti per mutare essa stessa al suo interno. Tra l'altro, più una nazione è ricca più ciascuno pensa per sé, cosa che scoraggia chi vuole penetrare attraverso le maglie di quelle famiglie. In Italia un bell'esperimento, che gli Acquariani conoscono, fu quello di Bernardino Del Boca che dopo un'esistenza avventurosa in Oriente creò un suo habitat naturale in Piemonte (una delle regioni più recettive, nel senso della New Age).
Cosa si fa in una comunità New Age? Si medita, anzitutto. Poi si lavora, senza porsi particolari traguardi, coltivando la terra o studiando nuovi metodi. Questo avreste trovato a Sedona, Arizona, in un territorio già 'reso sacro' dagli Indiani. Il panorama già lo conoscete: produzione di oggetti artigianali, vendita di manuali di cultura alternativa, emporio di merci varie a prezzi contenuti, bollettini sull'attività interna, autogestione con contributi dei singoli. Molti anni prima, fece parlare di sé la comunità scozzese di Findhorn dei coniugi Caddy (qui però l'autore di Memoriale non concorda con il genere di prodotti messi in circolo). Io apprezzo in genere tutto ciò che è in accordo con la natura, mentre vede sintomi di corruzione quando si comincia a parlare di angeli, di carte da gioco, di cose alchemiche poco comprensibili.
L'espressione New Age prendeva spunto dal fatto che si pensasse concretamente di inserirsi tematicamente nella già annunciata era dell'Acquario. Parliamo di comunità basate sul principio di non-separazione, che in questo sito ho indicato come base fondamentale della Nuova Era. Attività, in pace con la coscienza e senza competizione.
Io non sono così pessimista da pensare che occorra ancora attendere alcuni decenni, come sostengono alcuni: basterebbe che ciascuno facesse un suo piccolo sforzo e in pochi anni avremmo davvero una società rimodellata a nuovo. Lo noteremmo proprio dal mutare degli individui stessi, uno per uno. Molto, in questo senso, dipende anche dai politici (o da quel che le opposizioni parlamentari non riescono a impedire, viste le baruffe).
Non essendoci un inizio ufficiale scolpito da qualche parte, io ho trovato più semplice e naturale spiegare che la tripla congiunzione planetaria del 1989-1992 aveva un'importanza tale da stabilire essa stessa una via nuova. Ma il pensiero più illuminante potrebbe anche essere quello di chi vede semplicemente una presenza - quasi nascosta - di tanti uomini e donne in mezzo a noi, che ci danno esempi da circa 130 anni. Al 1870-75 risale infatti una serie di 'prese di coscienza' che poi ispirarono un seguito sia in Occidente sia in Oriente. Da allora il mondo è diverso.
Se avete presente la mia pagina sul 'nuovo', tuttora presente su Grammatiche, saprete che ogni volta che compare questo aggettivo le cose si fanno dubbie e indefinibili. La principale domanda è: quanto durerà il nuovo? Questa domanda attira una risposta che in pratica stabilirà che quella cosa nuova non è più. Con la New Age siamo dentro lo stesso rischio, ma qui è davvero impossibile definire una chiusura temporale. New Age erano già comunità degli anni '60. Ma in nazioni che non hanno conosciuti cambiamenti radicali sarà New Age anche una nuova struttura amministrativa derivante da una nuova costituzione. E' stato 'new age', insomma, tutto quanto ha profondamente rivoluzionato le nazioni al loro interno. Se restiamo su coordinate più generali, è sempre New Age tutto ciò che non prevede separazione (tra cose e uomini) e competitività.
Il nostro contributo è stato prezioso nel risvegliare alcune nozioni in chi - per mancanza di tempo - non le aveva nemmeno elaborate. Per chi abita in un Comune che ancora dà una grande importanza al parroco che parla di Dio nel vecchio modo, parlare di New Age è ancora fondamentale. Ecco perché è bene non abbandonare ancora questa denominazione, che altrimenti avrebbe un'apparenza generica e poco precisa. Nell'utilizzarla, naturalmente, non esprimiamo cose grandi. E' solo una definizione di comodo, che ad esempio soffrirebbe se la ponessero in contrapposizione con una Old Age. In questo caso, come nel programma del nostro Celentano che parlava di cose lente e di cose rock, avremmo un tormentone con la Old e la New Age. Direbbero: cosa è Old? cosa è New? E via tabelle, a due colonne. Non fatevi mai prendere da questo dèmone mediatico. Ci sono cose che non si dovrebbero fare o dire più, e le abbiamo dette in questi tre siti fino alla nausea. Il problema non è di chi non le fa più, perché questi è già passato oltre la soglia. Il problema purtroppo è di chi le fa ancora, perché gli altri non lo hanno avvertito. Qualcuno avrebbe dovuto istruire quel padre pakistano che ha fatto sgozzare la figlia, in Italia. Ecco quello che ci attende nei prossimi anni: recuperare chi, spesso per colpa di Bibbia e Corano, non era abituato a ragionare con la propria testa. Ragionando tutti (bene) non diremmo più 'New Age', perché non ve ne sarebbe bisogno. Dunque, finché usiamo questa espressione significa che ce n'è bisogno e che la società presenta ancora larghi strati di ignoranza da debellare.
Certo non
entravamo nella New Age perché lo dicevamo. Se tutta la Terra entra
in un nuovo ciclo, significa che vi è già a prescindere. E così le singole
comunità di cui abbiamo parlato possono soltanto fornire un modello.
Un modello anche di convivenza, che potrebbe perfino ripetere quello
dei kibbutz israeliani. Ecco che allora diremmo la cosa più logica: negli ultimi
40 anni sarebbe stato opportuno trovare una via di mezzo avvicinando i due estremi, cioè fare la società
intera più simile a quelle comunità e rendere quelle comunità meno esclusive e 'strane' di quello
che potevano apparire. Ci riusciremo, nei prossimi anni? Forse sì.
Pagina del 22
settembre 2006