
Controllare l'immaginazione anche qui
La lettura di Memoriale e di alcune altre pagine che portano simboli di collegamento tra eventi/persone e annate offre naturalmente anche dei rischi di 'deragliamento mentale', nel senso che una mancata sorveglianza in chi legge potrebbe indurre a:
a) Facili entusiasmi, del tutto sprovvisti di un minimo di rigore logico
o al contrario
b) Rigetto dei contenuti, nell'affermazione scettica che non sia possibile scorgere lineamenti tipici di una scienza o nel fraintendimento di ciò che si legge
Urge pre-avvisare tutti nel senso di scongiurare entrambe le possibilità.
La
prima,
che può arrivare nel momento in cui si sviluppa amore per un
nuovo credo o per una nuova materia di studio, ha necessità di
un raffreddamento in quanto chi legge dovrebbe prima formare dentro
di sé l'approccio metodologico che porta a risultati. Solo
questo permette di essere 'iniziati'. E' richiesta anzitutto una certa cautela
nell'avvicinarsi a documenti di cui non sempre si ha certezza assoluta di 'data
del manufatto'.
A coloro che sono su questa
soglia, gioverà qualche riflessione sui film appena trasmessi
in questi giorni dalla Rai. La loro visione avrebbe indotto già
qualche analisi del tipo di quelle da noi fatte a proposito di
ciò che è 'in linea'. Essere in linea non significa
necessariamente 'avere una sintonia' o essere in accordo con quel periodo. Significa
piuttosto rappresentarlo, nei simboli e nei suoi valori più tipici. Questi
devono essere colti dalla mente acuta dell'osservatore. In 'Ieri,
oggi, domani',
trasmesso qualche giorno fa, abbiamo fatto conoscenza con valenze
1963. In uno dei tre episodi abbiamo visto una telecamera che
percorre tutto il centro di Milano guardandolo dall'ottica di
un'automobile (la Rolls Royce in cui viaggiano Sophia Loren con
Mastroianni). Attenzione, non si va ancora nel downtown del
1964 ma fuori città, poiché quell'annata voleva semplicemente uscire.
In un lontano giorno del 2014 vi interrogherò sulla differenza tra il consumismo
del 1963 e il consumismo 1964.
E' un episodio, questo, che ha i germi dell'annata nei piccoli
urti dati dall'automobile ad altri, nell'essenzialità dei
dialoghi, nel modo spiccio con cui la vicenda si risolve in autostrada.
Lodevole
l'iniziativa della Sette, che propone i lunedì la
rivisitazione dei luoghi di una pellicola mostrandoli com'erano
allora (spezzoni) e come sono oggi. In questo senso, era più interessante
controllare cosa mancava nell'urbanistica della Roma 1956 piuttosto
che riguardare una pellicola scadente e un pochino sopravvalutata
(così come il suo regista).
L'occasione più ghiotta della
settimana, per i cinefili, era 'Milano
calibro 9'
del compianto Di Leo, trasmessa ieri in tarda serata. Di questa pellicola, molti avevano conosciuto
negli ultimi tempi un singolo spezzone, distribuito altrove (Bouchet
che si muove nel locale, e poi ha un approccio con il Moschin-Piazza
della storia). Esso metteva brividi, nel senso di far pensare a un
montaggio postumo tipo clip da MTV (i personaggi sembrano finti, i colori
posticci, i contrasti da fumettone anni '60). Viceversa, era proprio
tutto vero. Quei rossi ci sono perché abitano tutto il film,
quei personaggi ci sono perché piacevano al regista ed erano
quelli della malavita di allora, quella musica è proprio il
suono magnifico della prima Mass Tech (con gli Osanna, Bacalov e
perfino frammenti del Concerto Grosso dei New Trolls). Questa
pellicola non poteva non metter brividi, poiché è stato nel
complesso come un tuffo nella memoria. Su tutto, come in alcuni film
di Lizzani, campeggiava una Milano trasformata in una città del
vizio e del crimine. Badate che i film
di questo regista furono in gran parte ignorati, in quell'epoca.
Ebbero scarsissima attenzione. Ancora un caso in cui
notiamo come un periodo successivo regali nuovo interesse
a qualcosa che la contemporaneità aveva snobbato.
Di quell'epoca avrete notato: a) Il grande spazio vuoto davanti alla Stazione Centrale; b) I grandi spazi a disposizione in Piazza Duomo; c) le linee della metropolitana milanese più colorate di oggi ma povere dei cartelloni e della pubblicità odierni; d) Le cabine telefoniche e gli smilzi apparecchi pubblici dell'epoca con la fessura da gettone in alto. Vedere la Milano di allora dà brividi, perché tutt'attorno alle persone e alle auto si notano spazi che oggi non ci sono più. In parte il cemento, in parte la pubblicità se li sono mangiati. E 34 anni non sembrano neppure tanti. Ma registrare queste differenze è già qualcosa.
Oggi quel genere di film è confluito nelle fiction Tv in cui la telecamera indugia maggiormente sui visi e sulle relazioni dei protagonisti. Diciamo che 35 anni fa si narrava di più, poichè si guardava meno agli attori e di più alla storia vera e propria. La macchina passava direttamente sull'oggetto in cui la storia andava a dirigersi, proprio come farebbe uno scrittore. Oggi indugia maggiormente con primi piani, sguardi, movimenti minimi.
La seconda, che è prevedibile forse più della prima, resisterà per anni come qualsiasi miscredente avrebbe resistito ai tentacoli di un Credo. Chi dovesse rigettare la nostra ricostruzione avrà certo argomenti, ma probabilmente non sa che noi siamo prontissimi nel contro-rigettarli uno per uno. A cominciare dal primo e più scontato (che questa non sia 'scienza') fino alla normale sopravvenienza di dubbi (ma allora tutti quelli del 1958 saranno... eccetera eccetera). Tutti i dubbi in proposito sorgeranno soltanto da una mancanza di compenetrazione del metodo, che è quanto dire dal fatto di non aver ricevuto una iniziazione. E d'altra parte, se ho detto che Memoriale serviva a introdurre, non potevo darne qui una completa. In altre parole, io ho dato degli esempi. Non ho esaurito tutta la materia. Non sta scritto da nessuna parte che le parole-chiave siano sei. Io, personalmente, ne scelsi una mezza dozzina come cifra adeguata per dare un'idea. Un'opera completa o una lezione dal vivo presenterebbe non meno di 35 parole-chiave (simboli) per ciascuna annata. Se ho scritto questa pagina è proprio per pre-avvisare: i dubbi che vi verranno non sono cose serie. Davanti a una interessante analogia tra pianeti e uomini, colta a più riprese, o a una coincidenza noi dobbiamo essere ammirati e attratti. Solo questo atteggiamento, che è del resto quello di chi rivolga il proprio sguardo a un cielo stellato, può preservare dalla tentacolare mania dello scetticismo. La scienza e l'avanguardia procedono in modo costruttivo. Non ponete bastoni tra le ruote ai pionieri, non prendete gli esempi peggiori nel ciarlatanismo da studio, non mettete in dubbio qualsiasi cosa, non opponete idee che non appartengono al metodo in questione. Se voi cogliete per vostro conto una di queste coincidenze quella è per voi una piccola conquista, e allora l'obiettivo sarà quello di ridare dignità anche al dizionario. In esso infatti noi finimmo per minimizzare questa parola, riducendola a 'casualità che colpisce ma ha poco significato'. Tutt'altro. La parola 'coincidenza' riacquista dignità proprio nel senso di unire due elementi come in una linea che interseca e abita lo spazio-tempo. Vi siete accorti che tutti i film del 1964 erano uguali e cioè dello stesso genere? Bene, questa è una grande scoperta che congiungendo le linee costruisce anno per anno un patrimonio scientifico da prendere in considerazione. Dunque, non più 'caso' ma 'elemento indefettibile'. Dopo averlo scoperto, voi lo ascriverete a un periodo che porta connotati allo stesso modo di un essere umano. Ecco chiarita in sintesi la metodologia di Memoriale.
Ora pensate: quella che per voi fu una piccola osservazione di una sera, per me è stata lavoro lungo più di 25 anni. Lavoro fatto di ricerche, di annotazioni, di memoria cristallizzata in una linea continua. E questo lavoro ha dato i suoi frutti nel momento in cui, trasferendo sul Web una parte di materiale a disposizione, le varie tessere si sono congiunte come per incanto dando luogo a un nuovo modo di narrare la storia. Queste sono state le Annate. Se ne cogliete lo spirito, comprendendole e studiandole, non potrete far vincere eventuali dubbi poiché a ciascuno sarete in grado di dare una risposta. La ricerca di un analista serio si caratterizza per il fatto di superare varie fasi, ciascuna in prossimità di un grande dubbio o interrogativo. Data una risposta all'interrogativo, la ricerca sarebbe passata a una fase successiva. Via via in questo modo, fino alla riunione di tutte le tessere in un grande mosaico. Questo racchiude in sé tutti i lineamenti di una nuova scienza, in forza della quale voi dovete necessariamente archiviare tante cose (apprese in passato, e insufficienti al momento attuale). Dandovi ad essa, capirete l'Universo (esterno e interno a voi). Questo vi basti per ritornare a scuola, qualsiasi sia la vostra età. Che siate Angela della divulgazione o passanti del Web, vi farete conquistare da un meccanismo implacabile che collegando un elemento con l'altro è in grado di far viaggiare la nostra mente all'interno di qualsiasi evento. Questo farete quando disporrete di una vostra padronanza della Memocard e di una scienza completa delle Annate. Qui seminai, per la prima volta. Dal vivo, l'opera verrà completata.
Pagina del 10 agosto 2006