
L'avvento e la fine del mondo
Questa mattina, nel corso di Uno Mattina su Rai1, un giornalista parlando dei possibili test che si fanno in Inghilterra per l'ammissione in alcuni istituti ha menzionato il seguente posto eventualmente a uno studente di teologia. Se ci fosse la fine del mondo e il genere umano scomparisse, potrebbe esserci un secondo Avvento?
Mamma mia, speriamo che non ci siano ancora persone che fanno una domanda del genere. Ecco una questione che apporta facilmente una grande confusione. Per Avvento, che è considerato nella liturgia cristiana un periodo di preparazione al Natale, si intende propriamente 'venuta, per mezzo di incarnazione, di una guida spirituale'. Se parliamo di un secondo, significa che per primo intendiamo quello di Gesù Cristo avvenuto circa 2012 o 2013 anni fa.
Posta in questo modo, tratterebbesi di questione riservata agli aderenti di quel culto e non ad altri. Non avendo fede un gran numero di persone, noi possiamo limitarla a un concetto di teologia cristiana e allora cadremmo nuovamente in tutte le fantasie che da sempre si agitano sul tema (Dio manderebbe un nuovo inviato/ Dio salverà quelli che dovranno essere salvati ecc.ecc.). Tutte fantasie, gran parte delle quali nate per un senso di timore di una punizione divina. Ma questo timore è cosa antica, antichissima. Difficilmente diremmo che essa appartenga ancora ai nostri giorni. Oggi sappiamo che una catastrofe incombente sulla Terra non darebbe luogo nemmeno essa a una fine dei tempi. Quando usiamo questa espressione intendiamo solo 'fine di una cultura, di un culto'. E per realizzare questa non c'è un tempo predeterminato: succede quando succede. Io ti dico: "Il tuo palazzo avrà fine se un esplosivo ne farà crollare le fondamenta". All'esplodere di quella sostanza, il palazzo avrà fine. Ma 'fine del palazzo' significherà soltanto "impossibilità di viverci ancora, con conseguente abitazione in un altro palazzo". Colui che distrugge il culto non fa che renderlo privo di senso, innestandone un altro o nessuno nelle menti di chi lo aveva. Come vedete, è una cosa molto reale e concreta, ben diversa da catastrofi cosmiche o collassi della materia. Lo stesso che dire improvvisamente: "Ti devo fare una rivelazione: tuo padre non è quello che tu hai sempre pensato, è un altro". A quel punto si verifica una fine della tua idea di paternità e accederai a un'altra idea che ti farà pensare correttamente di essere figlia di un padre diverso. Non è altro, la 'fine di'. Certo, per compiere quel passaggio radicale bisogna essere forti (altrimenti non riuscite a compierlo). Più complicato se si parla di fine del mondo. Con questa espressione siamo nell'ambito di quello che si chiama Apocalisse, che non può limitarsi a un ambito teologico poiché investe un'ampia costellazione di valori e di fatti sociali che porta a rivoluzionare un intero sistema di vita. Ma non c'è un fuoco ristoratore dopo la devastazione. Il fuoco arde e incenerisce. Poi vivifica solo un cuore, con le passioni. Chi ha ricevuto devastazione non farà che riciclarsi, nell'intero suo corpo, secondo una serie di adattamenti a un Nuovo Periodo da vivere in cui ci riuniamo idealmente con il cosmo dopo aver attraversato e conosciuto lo spazio extra-atmosferico che sta al di fuori della Terra (un tempo potevamo solo fantasticarne).
Per prima cosa, dobbiamo allora intenderci sul concetto di 'fine del mondo' e in conseguenza anche su cosa intendiamo per Avvento. Questo si compie mediante una Rivelazione data e allo stesso tempo ricevuta. Lo abbiamo appena visto nel caso di una diversa paternità comunicata a una persona. Palese dunque la necessità di sconfessare proprio la teologia, cosa che Memoriale ha fatto spiegando quali idee illusorie abitassero inizialmente gli uomini che aderivano al culto cristiano (inesistenza natura divina, inesistenza e impossibilità resurrezione, ecc.). Privata la Bibbia e qualsiasi altro testo del preteso valore messianico ed eterno, ricondotto il significato di dio a quello originario, la fine del mondo è già avvenuta. Negli anni che per convenzione chiamammo 2001, 2002 e 2003 la rivelazione di Memoriale ha restituito libertà a tutti coloro che erano ancora imprigionati dentro culti che prevedono divinità e preghiere nel corso di specifiche ritualità. 'Fine del mondo' avverrà ogni qual volta voi portiate a una persona una rivelazione che le cambia la vita. Fare apprendere finalmente che il corpo umano è davvero in correlazione con il cielo (e non nel modo fumettistico in cui dicevano cristiani e musulmani) è la principale rivelazione, che si innesta su quella precedente. Qualcuno avrà uno stupore infinito, qualcuno vorrà saperne di più, qualcuno sentirà una liberazione, qualcuno si metterà a ridere o a piangere, qualcuno carezzerà l'idea di gettarsi da un terrazzo. Liquidato il 'fantoccio' che erano le religioni, le reazioni dei singoli saranno varie. Per coloro che più seriamente si mettano ad apprendere le nuove tecniche, questo apprendimento (propriamente da definire 'iniziazione') ha appunto il senso di una fine dei tempi. Essi si dicevano 'tempi cristiani' o 'tempi islamici', poiché riti e calendario li avevano forgiati in quel modo. Una rivelazione che li priva di senso, destituendo così false festività come la Pasqua e il Natale o trasformando il Ramadan, determina per forza di cose una fine... di quei tempi (che dunque non saranno più cristiani o islamici). Ecco spiegato tutto.
L'attesa di un ritorno è un'altra illusione, poiché le reincarnazioni sono e saranno sempre qualcosa di diverso. Una fine del mondo è già un altro avvento, per chi viveva secondo i dettami e gli insegnamenti del primo. Non vi è dunque la possibilità di attendere qualcosa di diverso: sarete voi, una volta iniziati, a dare conseguenze alla nuova rivelazione ricevuta. Nel farlo, vi accorgerete - giorno dopo giorno - che i libri di teologia portarono per secoli falsi concetti. In primis, quello di 'profeta'. Nemmeno avevano inquadrato il senso corretto di 'profezia', che avevano attribuito al Signore anziché alla vera legge di dio. Nell'apprendere concetti nuovi, essi si sovrapporranno in voi a quelli della falsa teologia di questi 2000 anni. Questo significa che per un nuovo Avvento non è necessaria la fine con la scomparsa del genere umano, come ipotizzato da quel giornalista o da quei test di teologia. Il secondo Avvento è già stato realizzato con l'arrivo nella vostra mente di una nuova visione del mondo. Con questa non esisterà più quella precedente, poiché la cosa agirà come un file che si sovrappone a un altro su un hard disk. Se voi volete salvarlo con lo stesso nome di uno già esistente, cosa fa la macchina? Vi domanda: "Volete sovrascrivere il file creato il 30 gennaio del 90 d.C. con il file del 29 gennaio 2001?". Voi risponderete di sì se non desiderate più di avere il file precedente, in caso contrario chiamerete quel file attuale in un altro modo. Qui è lo stesso. Noi non possiamo ordinare alla mente di mantenere la Rivelazione del 30 gennaio 90 d.C., perché essa ne riceve una nuova e questa ha necessariamente un altro nome. La cosa ha una conseguenza principale: non esiste più quella teologia. Ne esiste una nuova? No, perché abbiamo detto che pur restituendo la parola dio al significato vero oggi non ci serve più. E così concludiamo che quella teologia scompare per sempre, venendo sostituita da una nuova visione globale che possiede un concetto diverso del corpo umano e della trascendenza. Lo possiede perché siamo noi molto diversi da quegli uomini che ci precedettero nella scala evolutiva.
Non dobbiamo dunque attendere un nuovo Avvento. Errato dunque continuare a conservare quei concetti. Se ciascuno di voi, nel caso, farà notare all'esaminatore il suo errore si farà egli stesso 'portatore' di quella nuova Rivelazione. Lo farà con chiunque (sbagli). Non è necessario dichiararsi allo stesso modo di 1900 fa: non vi chiamerete Monnisti o Monniani, benché questo sia possibile. Dirsi Churchilliani o Reaganisti o Ratzingeriani sono anche queste cose di fantasia dell'uomo comune o dei ragazzi. Oggi non abbiamo più bisogno di questo, e non sentiamo nemmeno la necessità di coniare nuove etichette. Chi ha compreso l'insieme dei dati trasmessi da Memoriale è già entrato in un nuovo mondo, nel quale assegna alle parole un valore limitato perché conta la realtà. Sapendo che con il suo corpo vive immerso in una realtà eterica non assegna più un valore alle credenze.
Pagina del 7 novembre 2006