The beginning

In September 1999, after a quick look on the matter, I acquired both a domain name and Web hosting. I had first the idea of getting started with a brand-new name, since the most known were already occupied. Try and try again, what I wanted to get didn't come out. Only after the sixth try, I found one free. It was a far-fetched one. With a www.rawbridge.com domain, I had the impression of making simply an unheard-of transaction, with uncertain future.

I was aware that a Web site would be an excellent way to communicate my ideas but I had no idea about how to go about it. I bought a Web package from Merlin Wizard, a Milan-based company that provided also Web connections. I didn't have at that time a reasonable grasp of the basics of HTML. So I had to work on my Pentium, by editing pages with a program called Web Express. Not yet able to plan a Web site, I tried going ahead step-by-step.

L'assaggio iniziale

Come c'è una fine, a tutto... c'è anche un inizio. L'inizio di tutte queste pagine risale al 1999, quando passai da una semplice lettura del Web all'idea concreta di realizzarvi io qualcosa. All'inizio, non sapevo esattamente cosa.

Del resto, nacque tutto da altre esigenze. Avevo bisogno di un nuovo computer, di una marca che non ricordo. Ma ricordo che da un elenco di rivenditori autorizzati ricavai un indirizzo che ritenni utile. Era quello della Merlin Wizard srl, società che non solo era autorizzata alla vendita di hardware ma forniva anche connettività Web. Si trovava a Cernusco sul Naviglio, facilmente raggiungibile con la metropolitana dal centro di Milano.

Fissai così un primo appuntamento il 26 giugno di quell'anno, per fare la loro conoscenza. In quella occasione acquistai un abbonamento di utenza a Flashnet, un efficiente operatore con il quale la Merlin operava. Flashnet era allora business partner di EUnet per l'Italia. In seguito fu ceduta al circuito internazionale Cybernet.

Quanto costava all'epoca? Un abbonamento annuale a Flashnet costava 200.000 lire + IVA. Ti fornivano, come al solito, login e password più un paio di e-mail personali. La societą possedeva una vera e propria rete di servizi, comprensiva di IRC e newsgroup. Ma i suoi giovani dirigenti, guidati da Giovanni Prignano, pił che guardare all'utenza miravano a inseguire finanziamenti e capitale. Le joint-ventures all'estero erano il sogno di ognuno. Tiscali insegnava, in questo senso.

Il contratto di HOSTING

In giugno, avevo semplicemente fatto una battuta. Prima o poi, mi darete anche uno spazio Web vedrete... Avevano sorriso. Il 28 settembre 1999, tornato in sede per ricontrollare il software che avevano disponibile, mi fermai a parlarci e arrivai alla conclusione di fare questo esperimento. Ma volevo un nome inglese, per veicolare meglio i contenuti, e per di più doveva essere nuovo e originale. In breve, mi spiegarono come funzionava. Si acquista un nome come esclusiva del proprio sito, e questo si chiama dominio. Avuto questo, si affitta spazio Web dal provider. Con Natale De Stefani, allora responsabile della società per le questioni operative, ci mettemmo alla ricerca su un WHOIS di allora e provammo cinque o sei nomi. O per un motivo o per l'altro, non andavano bene. La cosa mi servì a capire. Acquistare un dominio era un fatto di fortuna personale, in un intrico di parole già prese e settori già occupati. Certo, se avessi trovato una parola di fantasia sarebbe stato più facile. Mi informai, perché ero perplesso. Ma se prendo un nome inventato, che non ha un significato, come faccio ad attirarli per farmi leggere?

Mi dissero: "Questo dipende da te. Ci sono molti metodi, che ruotano attorno al concetto di promozione del sito".

Ne provai cinque o sei. Volevo un 'gate' o un 'bridge', se era possibile. Ma le parole migliori erano state già prese. Ed eventuali Cambridge e simili non avrebbero avuto senso, in mano a un privato. Componi e unisci, al settimo tentativo mi venne da provare un Rawbridge.

Cosa vuol dire?, mi domandò il responsabile.

Niente, risposi, ma è sempre meglio che niente. E' libero?

Sì.

Lo prendiamo.

Era il 28 settembre, di pomeriggio. Dal giorno dopo, il dominio fu pienamente operativo.

Quanto costava all'epoca un contratto di hosting annuale? Io lo pagai un milione di lire. Con quella cifra, allora, si riceveva il dominio e insieme uno spazio Web di 10 Mb.

Naturalmente, l'assistenza che ti dava un ufficio 'in carne e ossa' come quello era non paragonabile a quella di qualsiasi società con un semplice call center. In fondo, per me erano come amici (specialmente all'inizio). Con un semplice percorso di metropolitana ci sarei tornato, per ogni evenienza. La Merlin mi offrì anche un paio di biglietti omaggio per lo SMAU imminente, dove aveva uno stand.

Tornai a casa senza alcuna idea precisa, ma con la vaga sensazione di aver preso un nome inutile e improduttivo. Se ne avessi parlato a qualcuno, chiunque mi avrebbe chiesto cosa voleva dire quella parola. Certo, 'raw' è un aggettivo e 'bridge' un sostantivo. Però, un ponte grezzo o non raffinato non ha alcun significato in qualsiasi lingua lo intenda.

Quei giorni rimasi con l'idea di doverlo cambiare o di prenderne un altro.

This Web page was created with WebExpress on April 14, 08 - It was last modified on September 4, 08