September 2000

Uneasiness overtook me for some time on September 6, over the sudden death of the former Resistance volunteer of whom I had recorded a 40-minute tape one month earlier that year. The ultimate dream come true would be your having an unexpected 'testament' from a man who's going to die.

What do you mean by 'men rising or declining'? Like a market handling everyone's situation it was quite a powerful outlook outweighing other forms of survey, although turning into a grueling task when referred to contemporaries that might take a glance from time to time. At that time, I was also thinking of the consequences on myself. If they talked about me on one magazine by rating my shares on a scale, how would I feel? The constant thought on their mood made me careful about the frequency of those names (aside from values such as homosexuality, death penalty, etc.).
Everybody grasps the meaning of your message, when you say that the poor layout of that Home Page could make them concentrate better on the contents. But what if one potential reader browsing on the Web was first discouraged just by that? I couldn't appreciate this attitude, simply because it was just the thing that I was condemning. It's a situation that made me think of a sudden meeting with a great singer. If she's not well-dressed or her make-up is not accurate, I don't even notice that while I listen to her voice. At least I think so.
Some noticed that you sometimes demonstrated enthusiasm about those contents. They also wondered if these pages ever stirred you to action. I couldn't really convert them into action. I never unfolded openly my plans, for reasons that I could't even explain. No one could ever think of breaking into a church for calling a halt to their rites. I never stopped believing that I'd count on a better future just by letting the things happen (as they were having a good turn, or so it seemed to me). Even later, on my INFO I never stopped saying that everything was going well. I'm going to quote myself. Everything has been perfect. A transparent bringing up-to-date from my home, my working for the benefit of all. Every thing was going all right. This implied only a non-violence action throughout. If they're able to understand, so much the better. Otherwise, everybody is aware there will be plenty of time to catch up. I'd never walk up to Ratzinger in the street.
Do you mean the true authorities usually do not get into such an easy approach? That's right. If they don't understand, I certainly won't strain myself. It's up to them. Now that it's been all published, they can work on it whenever they want because it's free and available.

La fine estate 2000

Ai primi di settembre parlo della Resistenza, 1943-44. In agosto avevo solo accennato. Questa volta il racconto si fa più lungo, con vari estratti dal volume di Cassottana. E durerà per tutto il mese. Ma la sorpresa è grandissima, la mattina del 6, quando apprendo la notizia della sua morte. Sarà rimasto emozionato dal leggersi su Internet? Attacco improvviso? Mi domando cosa sia accaduto. Il presidente dell'Associazione, farmacista, era un uomo vigoroso, con un fisico che si imponeva. Lo ricordai quella sera nella HP. Rivediamo parte della HP del giorno 7.9.

Comparivano in quei primi giorni di settembre pagine che i lettori avrebbero poi memorizzato più di altre. Quella sulla memoria, quella sugli errori nei testi dei brani musicali.

Chi saliva? In quei giorni Francesco Rutelli, la Playstation, l'idea di consorzio. All'opposto, scendevano J.D.Salinger, i Boat people, la pena di morte, e l'idea dell'euro attraversava un'improvvisa défaillance.

A proposito di morti, ricordai in quei giorni anche la giornalista Elena Guicciardi (ecco chi semmai aveva fatto qualcosa per la Francia) con un suo pezzo del 1983. Proseguiva frattanto il discorso linguistico. Pubblicai in quei giorni un pezzo divertente, sulla lingua inesistente di una rivista di informatica spagnola che aveva creduto di poter passare immediatamente all'italiano senza traduttori professionisti. Ecco come introducevo.

Si ritiene comunemente che il passaggio dallo spagnolo all'italiano sia una bazzecola, poiché ci si capisce anche senza conoscere le grammatiche. Purtroppo non è così. Tutti ricordano le prime uscite 'italiane' di Julio Iglesias che diceva 'grazie della invitazione'. Ma ancora peggio è andata a 'Linux mania', un (ottimo) mensile di informatica di Madrid che credette di poter passare a un'edizione italiana senza avere traduttori specializzati e mandò per due mesi nelle edicole (i primi due numeri) una delle pubblicazioni più astruse di tutta la storia dell'editoria. I redattori spagnoli, fidandosi di un passaggio 'letterale' da una lingua all'altra e soprattutto da una parola a un'altra, pubblicarono articoli in un italiano inesistente e spesso divertentissimo. Memoriale racconta le gesta iniziali di 'Linux Mania', all'inizio del 2000.

Il logo con l'angelo era rimasto? Sì, campeggiava al centro nella intestazione in alto. Ma era di dimensioni molto più piccole. Nella colonna al centro cosa pubblicavi? Al centro appariva uno degli anniversari del giorno. Essendo Memoriale, mi pareva una cosa perfettamente in tema. L'11 settembre ad esempio ricordai che 97 anni prima nasceva a Francoforte il filosofo Theodor Wiesengrund Adorno. Quel giorno cosa si poteva ricordare? Nell'ordine: gravi danni da alluvione nella costa ionica della Calabria, con 10 morti e dubbi su un camping che forse non poteva essere autorizzato; 800.000 barili in più al giorno dal 1 ottobre, così ha deciso l'OPEC; rinviata la proclamazione dello Stato palestinese: l'OLP deciderà in novembre; teschi in vendita su Internet mettono in allarme le famiglie.

Rilevai, il giorno dopo, come la parola 'alluvione' non fosse venuta facilmente ai giornalisti. Rileggiamo.

Molti quotidiani italiani, nella giornata dell'11 settembre, non sono riusciti a dare la parola 'alluvione' in prima pagina, per raccontare la tragedia di Soverato. Eppure si trattava della situazione-tipo in cui la parola non ha equivalenti: straripamento di un fiume con allagamento dei terreni circostanti. Quest'oggi abbiamo avuto la conferma della scarsa frequenza di questo termine, che è in declino costante da circa 20 anni. Al suo posto, abbiamo letto gli effetti dell'alluvione stessa, titoli come 'strage sul camping', 'fango sul campeggio', ecc. Fatte le debite proporzioni, è come se un omicidio - accertato, con reo confesso - venisse riportato senza menzione della parola, in questo modo: 'Sangue a Mondovì su una donna', oppure 'Morte nel sangue a Torino'.

Racconta almeno una delle frasi. La serie 'Un giorno disse'. Citai un pensiero, molto significativo, di Giuseppe Prezzolini dal suo Diario.

27 dicembre 1922
Passo da un dieci giorni un periodo di disperazione e di sconforto. Mi pare si stacchino a uno a uno tutti i fili che mi legano alla vita. Mi sento solo. Non so dove dirigermi, il mio pensiero oscilla tra i più vari orizzonti. L'annientamento della vita italiana è tale da non lasciare speranza per 25 anni almeno, ma allora, se una nuova generazione verrà sul nostro cammino, saremo vecchi. Poi la persuasione che noi siamo sempre più separati e lonrani dal nostro paese, che non abbiamo le qualità adatte per qui, che siamo minoranze quasi trsacurabili e senza nessun contatto col profondo dello spirito nazionale, veramente degli stranieri, mi rende triste e solitario. Penso che avrei potuto inserirmi nel nuovo movimento, che in fondo è un figlio nostro, che avrei potuto avere un'azione modificatrice su di esso e non mi sentirei così abbandonato, d'altra parte come partecipare agli errori e agli orrori del fascismo? Ogni giorno più sento che mi fanno fremere e mi disgustano. Gli affari di Torino sono davvero tremendi. Manca ormai del tutto la libertà di stampa. Curioso come nessuno capisce nulla di ciò, dico nessuno dei tipi del regime passato. Ce ne sono che credono ancora nelle elezioni e nel Partito Popolare, come Ferrero. Oggi due mitragliatrici valgono più di diecimila voti. L'Italia è nel ciclo Russia-Ungheria-Grecia-Germania-Austria. E' un bolscevismo alla rovescia, che dominerà per tutta una generazione e dal quale non ci libererà altro che un disastro nazionale.
Giuseppe Prezzolini

Vedete quanto poco è passato da allora. Sembra un pensiero mio, e la cosa vi indurrà proprio alla riflessione sul disastro di un paese che non ha mai conquistato criteri per designare i suoi governanti. E la fragilità di tutti è tale che si passa da una disgrazia all'altra con la più grande disinvoltura, quasi che l'idea della vita sia futile e da nulla.

Il 22.9 era in programma la prima della sinfonia di Oleg Jantchenko, organista e compositore russo. Avevo conversato con lui in agosto, a Novi Ligure, dopo averlo incontrato per caso nella Cattedrale di Chiavari. Il 18.9, per attirare un pochino di pubblico e qualche interesse, pubblicai l'intervista e una breve presentazione dell'opera. Un oratorio diviso in tre parti, ispirate all'Apocalisse di Giovanni. In quello stesso giorno, su Memoriale compariva una breve pagina-memo sull'importanza delle preposizioni. Una cosa che in tanti avevano dimenticato.
Spesso faceva male leggere ciò che accadeva politicamente. Eravamo in periodo di imbarazzo-Milosevic, eppure anche lui ebbe a rivendicare qualcosa nelle elezioni 2000. Pensate che il 27 settembre, ancora, arrivava notizia che secondo la commissione elettorale della Serbia l'oppositore Kostunica aveva ottenuto il 48,22% mentre il vecchio leader si attestava al 40, 25%. Avrei molto sofferto ad essere governato nella mia nazione da un Milosevic. Qui è da considerare singolare che un uomo che sta per essere giudicato da un tribunale internazionale per aver commesso dei crimini già ascritti come genocidio si permetta di fare un ballottaggio con un rivale elettorale. Fui molto contrariato anche dai referendum del Nord Europa sull'adesione all'euro. L'adozione di una moneta non è una cosa negoziabile. Si può domandare consenso su tante cose, ma quando una grande organizzazione politica sovranazionale dà a se stessa una valuta unica non possiamo domandare ai cittadini se sono d'accordo. Il 29 settembre, tra le notizie da ricordare, proprio il no della Danimarca (53%) all'euro. Frattanto Bush aveva recuperato quasi tutto lo svantaggio accumulato fino a quel momento rispetto a Gore. Al 30 settembre, con una pagina ormai stabile e permanente nella sua struttura, pubblicavo le seguenti serie:

° Dizionario, su parole uscite dai limiti
° Scriviamo una lettera a..., dopo i fatti recenti
° Scopriamo cosa disse..., quel giorno
° Le prime volte, degli autori del Novecento
° Scopriamo i punti deboli di un brano letterario
° Psicometria, scoperta di come ci comportiamo
° Uomini o cose in ascesa e in declino

Fissa, la pagina che spiegava come agisce in noi la memoria. L'osservatorio sull'attualità dunque riservava soprattutto amare sorprese? Direi di sì. In quel periodo, ci fu anche una strana iniziativa da parte di un giornale che pubblicò foto di pedofili e il cui direttore poi sarebbe stato radiato dall'albo dei giornalisti. Il 2000 fu un periodo di alta, altissima tensione in un quadro variopinto e multiforme in cui una gran massa di nuovi personaggi e di nuove iniziative compariva quasi a ritmo quotidiano. Per tenere fermo un filo di lucidità, occorrevano polso e sangue freddo. Una delle prerogative di Memoriale fu quella di commentare in diretta notizie che arrivavano, anche a distanza di pochi minuti. Un dono del Web.

This page was published on May 8, 08 and last modified on September 4, 08