ONE WORD, AS I SAW IT

BUSINESS is neither an American word nor an Americanized one, though it has highlighted just the American life all through the twentieth century. Its origins date back to old English, where Bisig (=active) was combined with the suffix Nes to form Businesse. Today it applies to any forms of activity that have the objective of supplying commodities, referring broadly to commercial, financial, and industrial activity:

It is worth observing that its power reaches into every aspect of the everyday life. It's really difficult to find another word which could match this power. We all know the 'business cards' we have about us before visiting potential employers. We all have sometimes admired a 'businessman' or often done shopping in the 'business hours'.

On November 10, I sent a message to John Harlow, a journalist working for a British newspaper. I asked him about something that admittedly had been stolen from somewhere (I can't remember well). Here's his answer, from which the most careful readers should guess what it was all about.

We don't know how it was stolen, as we said. It could have been lifted by someone within the Eon organisation - and there were 700 on the primary set alone, although most would not have had access to a mastertape - or it could have been amongst the moneymen on both sides of the Atlantic...'

What's that about?

ONE WORD THAT I ADMIRED

ADMIRATION. This word was once meant to define people or objects regarded with respect, wonder, approval, or even satisfaction. Today, believe me, 'ADMIRATION' does nothing but complain. The word has become an unusual feeling in a world in which 'everything is possible'. People used to admire Parthenon and Colosseum just because they were not at hand. Now that every thing is easy to reach or even downloadable we may admire people who admire. So the word told me, including what happened in 1985 when Tears for Fears were 'lost in admiration' in the wonderful musical passage below. Then it dreamt of being mentioned. It's what I'm going to do by giving it more importance than people and dictionaries do.

Lentamente, stabilizzandomi

Lentamente, senza che me ne accorgessi, Rawbridge si stabilizzava come sito linguistico. La cosa più naturale, essendo il suo autore un linguista. In quel 2 di novembre mettevo in evidenza parole molto in uso negli ultimi sette giorni, tra cui proprio e-commerce. Tra queste anche geek, e l'espressione Jumping on the Internet bandwagon. In quella settimana, seguivo gli scritti di Paul Abramson sul Giappone. Di lui pubblicai un pezzo, che corredai con uno mio sul sistema Kanji e sulla loro scrittura alfabetica (HP del 3.11).

Quale fu per te la colonna sonora di quei giorni? Quali brani ti ricordano quel periodo? Soprattutto due. 'On the Six', o per meglio dire If You Had My Love di Jennifer Lopez, e 'Animal Instinct', dei Cranberries. Soprattutto il primo, per me, accompagnò molto quelle giornate.

Dopo 'about', avevo analizzato 'above' e il 5.11 'absolute' trovando anche riferimenti giornalistici che portavano quella parola. Il 6.11, per completare, inserii un breve frammento audio da Absolute beginners, di Bowie. Mi eccitava molto questo gioco: scegliere una singola parola e trovare di volta in volta luoghi di attualità o brani musicali in cui la parola era presente. Sempre il giorno 6 scrivevo una mia personale sul termine Yankee, piuttosto in disuso negli Stati Uniti, e sulla chiave ormai universale Business. Vedi a sinistra. Il 7.11 fu la volta del verbo 'to absorb, di cui trovai solite menzioni e in più una bella presenza all'interno del pezzo dei Genesis Can-utility and the coastliners. Roba mia, appartenente alle mie giornate di adolescente dei primi anni '70.

Frattanto segnalavi altri siti, facendoli 'link' al tuo? In quei giorni solo Comenius. Il sistema dei link fissi non mi piacque mai, perché sembrava il solito scambio interessato (se tu metti il mio io ricambierò con il tuo sul mio). In questo settore andai sempre ad ispirazione, non sentendomi vincolato ad alcuna altra cosa che il mio gusto nello scoprire pian piano ciò che poteva piacermi.

La HP dell'8.11 portava un mio articolo, Happily surprised by Australia, in cui descrivevo in breve la formazione della lingua inglese in quel continente. L'analisi del giorno era sulla parola Cocktail. L'11.11 una HP con riferimenti aventi presenza della parola Achievement, corredati da un brano che la conteneva. Era Teacher I need you, di Elton John.

Come ti veniva la presenza in un brano musicale? Solito sistema. Mi mettevo a pensare (archivio musicale di ciò che avevo ascoltato fino a quel momento). Talvolta provavo anche a sfogliare testi che avevo sotto mano, e magari mi capitava immediatamente il brano che menzionava la parola scelta.

Il 12.11 la HP portava presenze del verbo 'to acknowledge', citato in un frammento audio da me trovato dello scrittore del Sudafrica Rian Malan. Breve analisi, in quel giorno, dei colori in lingua inglese. Il 13.11 fu il giorno della preposizione-avverbio Across. Scelsi Straight lines, di Suzanne Vega.

I link tuoi, cioè le pagine HTML da leggere, quali erano in quel momento? Fisse erano le pagine sui vari rami linguistici. In più scrivevo brevi paginette con mie annotazioni su quello che a mio parere stava accadendo nelle nostre lingue dell'Europa occidentale. Ma essendo molto brevi non le registrerò nell'indice. Nell'indice generale, figureranno solo pagine di una certa consistenza.

La HP del 14.11 recava un diverso aspetto grafico, in quanto suddivideva le lingue in un diverso modo e quattro spicchi arancione (per continenti, per famiglie, per struttura, per lingue singole) lo indicavano chiaramente al lettore. Il 15.11 riportavo una notizia abbastanza improvvisa: l'arresto di Nawaz Sharif, ex premier pakistano. Perché? Sempre per via del solito gioco: conteneva la parola Action, che avevo reperito anche in The Goodbye Look, di Donald Fagen. Il 16 fu la volta di Actually, falso amico che da sempre induce in errore i principianti. In quel frangente la Cina stava negoziando l'adesione al WTO: trovai proprio in quel pezzo un bell'actually.

In realtà, come si dovrebbe tradurre? Passando all'italiano, l'actually inglese non è sempre la medesima cosa. In genere, viene usato da loro per indicare atteggiamento di conferma per qualcosa che in apparenza parrebbe strano. E' un corrispondente del nostro 'davvero' o 'in effetti'. Naturalmente, le persone non di madrelingua inglese non riescano a usarlo e piazzarlo con la stessa intelligenza.

Proprio in quei giorni era apparso su organi di stampa internazionali un articolo su una presunta retrodatazione della prima scrittura alfabetica ad opera di ricercatori sull'archeologia egizia. La cosa mi provocò qualche irritazione. Rivediamo la notizia.

According to some Egyptologists, the earliest alphabetic inscriptions were discovered in the west of the Nile, whereas the common evidence for the oldest alphabet has been actually (here it is!) dated two centuries later, about 1600 B.C., in Semitic-speaking territories.

Quando i ricercatori escono fuori con retro-datazioni dicono cose piuttosto arbitrarie, che non si possono provare. Quel giorno annunciai che avrei scritto di lì a poco un articolo di risposta, per smentire la notizia. Un dibattito era previsto, in quella settimana, a Boston.
Il 18 fu il turno della parola Admiration, a cui tenevo talmente da fare un piccolo saggio in stile apologetico. Lo riporto qui a sinistra. Fu la prima volta in cui diedi azione a un oggetto, trovandovi una concreta necessità di metafora. Trovai poi una bella presenza per questa parola in Head over hills, dei Tears for Fears. In quel giorno scrissi due pagine molto interessanti sulla lingua turca e i suoi ascendenti (o parenti) in altre zone del pianeta. Il 19.11 apparve il verbo To adore, del quale trovai una bella presenza prima in Waiting, di Madonna, e poi in una bella serie di versi di Gerard Manley Hopkins. Il 20.11 fu la volta dell'Advertising, verbo 'To Advertise'. La parola era contenuta in un frammento di conversazione di Brad Johnson, sulla sua vita prima di Always. Inserii anche quel frammento audio. Il 22.11 arrivò la famigerata Advice, parola che (i miei lettori più assidui ricordano) è in seguito divenuta una protagonista di Memoriale, a causa della sua presenza non numerabile nella lingua inglese. A lungo parlai della parola, ricordando come la sfumatura con la quale intendono il 'consiglio' gli Inglesi all'inizio non era la stessa di oggi. E dunque quella non numerabilità risulta oggi old-fashioned oltre che poco motivata. Naturalmente, è sempre difficile far crollare istituzioni e usi che durano da molti secoli. Trovai un bell'advice nel frammento audio, ormai noto, del presentatore radiofonico americano che parla dell'esaurimento nervoso. E, visto che in quel giorno mi trovavo anche a scrivere l'articolo di smentita sulla ipotesi degli egittologi, infilai un 'advice' nel pezzo che lo introduceva e poi pubblicai finalmente quello che avevo già preannunciato. Titolai il pezzo 'The earliest inscriptions deception'. In esso cercavo di smentire la tesi che la iscrizione alfabetica più antica si trovasse in Egitto.

Rawbridge fu registrato dai motori di ricerca? No. Apparve solo in pochissimi motori, e dopo qualche tempo. Le cause sono comprensibili. Non mi curavo per nulla di HTML, e la pagina non conteneva nemmeno dei 'tag' indicizzabili. Io stesso lo segnalai con ritardo, dopo quattro o cinque mesi. Pensai: "Se non lo hanno già visto, almeno un tentativo vale la pena di farlo". Ma ai primi di maggio 2000, quando il sito ormai era destinato a scomparire, erano ancora non più di una decina i motori che lo schedavano. Per la verità, non mi diedi molta pena. In fondo, era una cosa amatoriale e scritta solo per chi avesse molta pazienza o curiosità.

Accorgendomi di avere innestato un ritmo troppo lento (di quel passo, non sarei arrivato alla fine del dizionario prima dell'anno 2800!), il 23 decisi di affrontare non una ma ben tre parole alla volta. Erano Affair, Affection, Afford, ciascuna con la sua presenza in un brano musicale. Dissi anche che amavo molto la terza, per la sua estrema sintesi non rinvenibile in altre lingue. Il 24 uscirono Afraid, Aftermath e Again. Il giorno dopo Age, Agency e Agent. Contestualmente, scrissi un bel pezzo dal titolo Advertising on the Web. Ricordo che in quella fine di novembre segnalai il sito anche al mio amico William, anziano professore di musica di Londra con cui ero in corrispondenza da tempo immemorabile. Gli spedii proprio la pagina che conteneva l'analisi della parola 'age'. Rimase molto sorpreso dal mio approccio.
Via via vennero anche altre parole, fino a Alive del 30.11. Il 29 scrissi un pezzo intitolato Europe's Internet Lag. Il 30 un saggio molto critico su Jeffrey Archer.

This page was published on April 18, 08 - It was last modified on September 4, 08