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November 2002 I never listened to the radio, while updating one of my pages. It's great to be online with your MP3 files, that you can select every time from your directories. It doesn't feel weird to turn on a radio, because it's the one thing that you usually do in everyday life. If there's something great about your life on the Web, this is just the availability of the common Web tools instead of the electrical devices of your home. While I'm writing, in July 2008, I listen to some radio stations from a sophisticated tuner receiving music from around the world. I can also see on the toolbar the album cover, the album tracks. There's even a history list and one button for recording. In November 2002 I used to listen to Cds from players such as Windows Media, MusicMatch. The best player I've ever had is CDValet. In November 2002, Coldplay are said to be the greatest band in the world. I don't think so. Their recent In My Place is sad, almost desperate. Western Europe was haunted throughout the year by Las Ketchup's Aserejé, while Madonna came out again with a shocking video that wasn't the most faithful mirror of Father Gabriel's world. It was also criticized by Elton John (I always keep track of these relations between powers). Now an easy jingle like Round Round, by Sugababes, is going all over the world. The singles that I like most are Check the Meaning, by Richard Ashcroft, and Electrical Storm, by U2. The year has been dominated by the middle class. Reliable, rich guys in the forefront of showbiz. |
Il mese delle prese di posizione
Novembre 2002 è un mese vivacissimo, e per certi versi drammatico. Sono più aggressivo del solito. Si può in un certo senso definire il mese delle prese di posizione, nei confronti di eventi e di persone. E' una serie corposa, che inizia il 5 con una critica alla beneficenza pro-terremotati di cui si perde sempre cognizione. Poi scrivo pagine sul direttore di Retequattro, su un programma che parla di apparizioni della Madonna, su Oriana Fallaci, sulle firme del presidente. La serie porta, nelle singole pagine, il nome delle date in cui ciascuna è stata pubblicata.
FAQ. Come si può valutare il discorso di Wojtyla davanti al Parlamento italiano?
35 minuti di luci e 10 di ombre. Wojtyla ha pronunciato per tre quarti un discorso importante, nella tradizione della Chiesa, in una lingua molto fluida e curata. Dopo un accenno ai valori della democrazia, l'accento è andato sulla centralità della famiglia, della formazione dell'individuo e della solidarietà agli strati sociali più poveri. Disastrosi gli ultimi dieci minuti: poco interessante l'appello alla clemenza per i detenuti, assurda la visione di un'Europa clericale, riprovevole e arrogante la citazione di Cristo in un'assemblea laica di un altro Stato dissociatosi dalla religione unica con il Concordato del 1984.
Momenti drammatici, per me, quando la petroliera Prestige delle Bahamas inonda di petrolio le acque al largo della Galizia (15.11). In quel frangente sono molto critico verso la superficialità della striscia serale di Canale 5, che non lascia in pace cultori di discipline irrazionali. Se sono imbroglioni, inutile dirlo. Se non lo fossero, i diretti interessati non hanno modo di difendersi. Insomma, pessimo questo metodo. Però del programma mi interessano gli incontri improvvisi per strada, perché si ha modo di verificare la prontezza e l'autenticità delle persone (ricordo in una pagina apposita alcuni di questi episodi, dando una valutazione). In questi giorni la mia ira del momento si rivolge al settimanale Panorama. Compio una delle operazioni più estreme di tutta la mia vita Web: rivolgermi ai redattori del settimanale, nominandoli uno per uno, per incitarli a mandare via il direttore (recidivo in fatto di copertine indecenti). E' la sera del 17.11. Inutile dire che in quella notte non riesco a vedere il sito. Nei giorni che seguono pubblico uno special sulla spedizione lunare dell'Apollo 11, 1969. Prendo posizione contro gli increduli, facendo notare che in fondo dimostrazioni contrarie mai sono state portate. FAQ. Di tutte queste cose tu hai salvato varie copie? Delle HP, io salvavo una copia sull'hard disk in una directory del mese e una su floppy disk. Delle pagine htm, esistono altre directory che purtroppo ne hanno solo la prima o l'ultima versione. Non fui così maniacale da cliccare sul File-Save ad ogni modifica che facevo. Dal dicembre 2002, comunque, tutto finisce in terza copia su Cd-Rom. FAQ. In un'altra pagina hai accennato al fatto che ti mancano non più di 3 o 4 pagine. Non le salvasti? Esatto. Sono pagine che per motivi di varia natura omisi di salvare. Naturalmente, preferirei recuperarle da un lettore collezionista più che trovarmele sulla cache di qualche motore. FAQ. Quali sono le maggiori gaffe che hai fatto? Sincerità totale, che raramente trovate qui sul Web. L'unica grande svista che io ricordi fu nell'estate 2000 l'attribuzione di un errore al settimanale Oggi, che usciva con la Ruta su una copertina. Non so come mi accadde, ma pensai di scorgere nelle scritte in copertina un errore che non c'era. Se ne accorsero pochi. In pratica, lo rivelai io anni dopo quando andai a riguardare per altri motivi quel giornale. Nel corso degli aggiornamenti, se commetto qualche svista, ho un naturale batticuore. Questo è accaduto anzitutto in due casi in cui anziché pubblicare la pagina htm modificata mettevo la stessa pagina salvata da me. Questo, mi hanno detto, è cosa che capita ad altri Webmaster. Le conseguenze sarebbero: immagini in jpe anziché jpg, link che non funzionano per sovrascritta successiva, e apparizione in alto nel sorgente di una riga come (!-- saved from url=(0025)http://www.memoriale.com). Una svista è ad esempio la prova con un applet, dimenticandosi poi di levarlo. Una svista è distrarsi, magari per una telefonata o un campanello che suona, e al ritorno aggiornare per FTP dimenticando che la pagina era stata lasciata con delle righe di prova (i lettori vedranno per qualche minuto quelle, ponendosi delle domande). Da casa, c'è chi pensa perfino che qualcuno si sia inserito e mi abbia rubato i codici. FAQ. Quando dici queste cose, è vero che c'è sempre qualcuno che si domanda perché le dici? Sì, non capiscono. E invece io la ritengo una cosa molto bella. Se un autore spiega con sincerità gli incidenti in cui è incorso è solo per dare un tocco e un diversivo a una narrazione che altrimenti sarebbe troppo fredda. Si rappresenta 'quel giorno', che spesso è un 'even-on-that-evening'. Perché, sia chiaro, queste cose succedono quando sono le potenze del momento a creare intoppi. Se poi lo fa con la mia lucidità, dimostra una sicurezza interiore che dovreste apprezzare. Io considero il fatto che succedano imprevisti una garanzia di naturalezza. Non ho nemmeno supervisori che vadano a controllare, e se commetto sviste è fisiologico. L'unica che mi fece arrabbiare fu un'osservazione di due persone in un negozio di Milano, a proposito di una didascalia che era rimasta sulla pagina nonostante la foto (Parlamento spagnolo) fosse stata rimossa. Quel giorno schiumai di rabbia, perché pensai a quanto poco facciano i lettori più assidui in questo senso. Sarebbe bastato che uno di loro mi avvertisse. Io non potevo saperlo, perché restavo anche 9 o 10 mesi senza fare la revisione di un'annata. Non potevo certo immaginare che fosse rimasta una didascalia (un come vedete qui sopra) mentre sopra non c'era nulla. A volte, è una mia decisione a ingenerare un clima di incertezza in chi legge. Dopo febbraio 2005, sono impazziti nel domandarsi più volte cosa mi fosse accaduto in quel mese (e finché non ne parlo, continuano a inseguire un presunto enigma). L'ultimissima in questo senso risale al 16 giugno 2008, quando annunciai che mi erano state bloccate le fonti di accesso a Internet. Vedendo sull'INFO la scritta 'aggiornamento di emergenza' molti si preoccuparono, e c'è perfino chi pensò a un'azione di pirateria da parte di hacker. Se il pubblico che mi legge avesse la stessa sicurezza che ho io, li avrei sposati tutti. Purtroppo, dall'altra parte c'è di tutto (= chiunque) e i più deboli elaborano teorie di fantasia. FAQ. Quello che dicevi per le parole-chiave vale dunque anche in musica o per lo show business? Sì, perché la realtà è globale. In musica e nel mondo dello spettacolo l'annata è stata dominata da uomini e donne con denaro, provenienti dalla borghesia cittadina. Cremonini era il tipico uomo 2002. This page was published on July 5, 08 - Last modified on September 5, 08 |