March 2002

HOW ARE THINGS?
Easy to remember, this domain name had made it although the Web site hadn't yet a changeable interface. No plug-ins, no guest-book. You have only to read a book, whose author keeps leading off a dance for arguing them into setting their stuff aside. The appearance of the Memoriale Home Page is being enhanced only by a parade of 45 years presented as human beings. The culture shock might be great, despite the relative simplicity of that account. The point is that many are tempted to browse for some time, only. Those who spend their time on Memoriale are memorizing the contents of the years, especially in the central column, but they know their reading cannot be mere escapism. Some think I'm just creating a story of my own. Others are puzzled by a message that's depicting the years in the life of everybody. No one seems to catch really what I'm saying on the matter, and nobody seems aware it's about scientific contents.

Meanwhile, some are trying to catch my eye on the Web in a silent way. The Webmaster of an Italian site making the story of the 70s would like to get in touch but he doesn't really know how to do it. Among the IP numbers often calling my server, there are two coming from Eutelia. On the whole, the machines say that more than three fifths come from Italy. This country provides every day a predictable share of the audience, between 65% and 69%. The United States has always topped the list of the remaining countries, in a higher rank than a trio made by France, Germany, United Kingdom. The Eastern countries are reading me in an irregular way, sometimes attracted by a single article. Those reading me on a daily basis are simply working at their desk, both when it's a Web platform and when it's a city desk providing news. Some search engines would like some traffic to reach my site, but they understand at the same time these contents can't really be within everybody's reach. What's the right tool for the job, if I'm breaking into the place for bringing it all to a close? Both churches and priests reached rock bottom, but no one has the courage to break the piece of news to all. Some nice people, giving some help with robots crawling through the Web, are warning me over some missing links. One teacher from Ostia, Rome, told me she's given my story of the contemporary world to her class for a collective research. I'm not going so far as to tell them it's about an alternative approach, I'd like to say more. It is the only way to study history, if they have a knowledge of the planets. I can't say that, yet. The world surrounding me is not ready. And the past years haven't given comforting news on the matter. Who can predict what's to happen in the future?

Un mese interlocutorio

Il 5 marzo, la HP si riempie di verde nello sfondo. Con la mia risoluzione di allora, poteva andare. Oggi vedreste un'immensa distesa verde erba sulla destra. Comunque, era una pagina finalmente strutturata secondo un contenuto narrativo intonato alla grafica. Ricordavo in quel giorno l'Euro divenuto stabile, per più di 300 milioni di persone. Una cosa che facilitava scambi e turismo. Lo avrei constatato di lì a qualche settimana, con una breve vacanza in Irlanda. Avevano la mia stessa valuta!

Nella definizione delle Annate o dei loro cicli, era cambiato qualcosa? Gli anni dopo il 1992 venivano definiti ancora come quelli del Post-restauro. Gli altri cicli erano quelli che sarebbero stati anche in seguito. Ma alcuni anni portavano un attributo che poi avrei cambiato.
La trattazione su Dio era finita su un'unica pagina a link, che si chiamava 'StoriadiDio'. Sulla destra, comparivano le pagine di gennaio 2002. Sulla sinistra, quelle di febbraio 2002. Ecco come si presentava la parte destra di questa pagina.

Naturalmente, sentivo anche la necessità di avvertire che in queste pagine non mancavano anche tratti di passione e di trascinamento interiore.

NOTA. Dove il lettore colga qualche impressione di eccesso di valutazione è soltanto l'effetto di una partecipazione personale dell'autore, cioè di una passione nel trattare la materia. Molte pagine (specialmente le Faq) sono state scritte con la stessa intensità di un dialogo dal vivo e l'autore non ha inteso 'limarle' in alcun modo, per non privarle di una certa forza dialettica. L'auspicio è che esse possano servire a tutte le persone rimaste indietro rispetto alla storia degli ultimi anni.

In questo mese, aggiornavo un riquadro superiore secondo quanto avveniva in contemporanea. Per via della concomitante nuova edizione, parlai anche del festival di Sanremo. Il 21.3 inaugurai una serie a sorpresa, con riscoperte e documenti degli ultimi 30 anni. Cose di stampa, di letteratura, di ideologia. Interviste. Insomma, un piccolo magazzino che riproponeva cose anche dimenticate. Tra queste, il 'cosa si diceva'.
Presentai in modo chiaro la beffa di Livorno del 1984, sui falsi Modigliani. Questa pagina fu poi linkata da altri siti, e letta con molta curiosità. Presentai una delle sparate tipiche di Raboni (Europeo, 1986) sulla situazione letteraria in Italia.

Questi articoli in che forma li possedevi? Queste erano cose che io avevo fissato nella mia memoria dal tempo in cui furono pubblicate. Materialmente, andavo a un piccolo archivio per annate in cui avevo conservato materiale. Questo per me fu un fatto di grande civiltà: dai 20 anni in poi, seguendo quello che succedeva nella cultura e nell'attualità politica, conservai molte cose. Non avrei potuto non farlo, proprio perché erano cose che appartenevano a tutti e sentivo interesse nel fatto di recepire eventi e commenti. Mentre i miei coetanei magari uscivano per cose leggere, io lavoravo instancabile sulla stampa di ogni giorno che poi componeva anche un intero anno. E alla fine, catalogavo anche. Attività che mi prendeva ore, ogni giorno. Detto così, un giorno, in un link poteva sembrare una cosa da nulla e molti non capirono. Ma per me l'archivio fu ed è tuttora una cosa della massima importanza. Soprattutto, raccoglievo le uscite e le recensioni letterarie. Era in fondo una materia artistica, anche quella. Comporre un intero registro segnando tutto questo materiale fu un esercizio per me quotidiano, nel corso di almeno 15 anni (dal 1978 al 1993). Poi, anche qui, come per i libri, smisi. A 36 anni la mia mente recepiva molte ripetizioni (pensate a quanti articoli su Beckett, su Fassbinder...). Tenni sempre presente, nella mia vita, il concetto di 'ripetizione'. Appena arrivavo a sentire la muffa, cioè il peso di cose già dette e ridette, capivo che la mia attività si stava saturando e non vi sarebbe più stata necessità di continuazione. Smettere, a quel punto, era più che naturale.

Frattanto, nella HP era entrata qualche immagine in più. A quella che vedete qui sotto mi affezionai. Era una famigliola davanti alla televisione a fine anni '50, quando ancora l'apparecchio era in legno marron e aveva le manopole grandi. Una visione che non avevo dimenticato, e che mi riportava agli anni dell'infanzia.

Perche ti affezionasti? Era un mondo che non sarebbe più tornato. Quando le immagini in movimento nelle nostre case erano ancora una cosa nuova, si viveva un'epoca delle origini. Questo fu appunto il periodo che va dai primi anni '50 alla fine di quel decennio. I giovani di oggi non possono capire quante cose allora si facevano in modo formale, ma genuino. E questi schermi nelle case facevano paura. Tante volte, non solo il bambino che fui io ma anche adulti si mettevano a letto con immagini di paura ricavate dai film e dal bianco e nero dell'epoca. Ecco come descrissi poi su Grammatiche queste cose, in una pagina biografica che conteneva anche una mia foto di allora in triciclo.

Ricordiamo che a fine anni '50 c'è ancora un papa, e si chiama Giovanni XXIII. Le certezze sono solide, ma proprio questi annuncia che è tempo di riunirsi e di aggiornare qualcosa in un'occasione che verrà chiamata Concilio Vaticano II. Gli uomini hanno mandato già satelliti nello spazio, ma nessuno di loro è ancora uscito dall'atmosfera terrestre per provare come si sta in orbita. Alcune famiglie (ma meno della metà) possiede a casa propria un apparecchio televisivo che trasmette immagini. Il rock vero e proprio non esiste. Nei juke-box dell'epoca arrivano canzoncine melense oppure i primi urletti. La gente non sa cosa sia il ritmo. Durante la giornata, in cui si consumano pasti regolari ad ore fisse e tutti riuniti attorno alla tavola, non si parla quasi mai di eventi esterni al proprio ambito familiare. Nelle famiglie di buona tradizione si considera importante una visita di altre persone, a cui dedicano un'apposita stanza e attenzioni particolari. La visita viene annunciata, e in genere i figli si presentano ad uno ad uno per salutare formalmente gli ospiti. Le famiglie hanno telefoni neri, per lo più appesi alle pareti di un corridoio oppure posati sopra un tavolino. Per chiamare fuori dalla propria città, si fa domanda al centralino e questo dice che richiamerà (cosa che avviene tra 15 e 120 minuti). Nella lingua italiana parlata da una famiglia media, compaiono tutte parole della lingua italiana. Se si ha denaro, l'auto si mette la notte dentro un vasto spazio con tettoie che viene chiamato 'autorimessa'.
Si esce a qualsiasi ora della giornata. Si vive molto ma molto più di oggi la dimensione della strada, rispetto a quella dell'appartamento al suo interno. Per strada, nel 1960, si sentono solo lontani rumori di ferraglia (officine auto, laboratori, falegnamerie ecc.) e talvolta i tram, che ancora esistevano. Noi che siamo distanti solo pochi centimetri da terra utilizziamo anche i gradini, che troviamo spesso, per giocare con le figurine oppure con le pulci. Chi ha voglia fa strane giravolte con il triciclo e le biciclettine.

This page was published on June 5, 08 and last modified on September 5, 08