June 2000

Was that a continuation of your work? I kept on writing, simply. I've always been motivated by what's new, but here a real difference wasn't detectable out of the page layout provided with a different domain name on top. With an Italian one, differing from English in the final vowel alone, I had no need to increase my efforts in drawing the attention of a larger audience worldwide. Finding a formula that appeals to all is difficult. So, I was simply looking at the effects of a follow-up. Those who didn't love me did nothing but peek through a keyhole they wouldn't be ready to face. The others, after getting used to my unconventional, nonchalant attitude were maybe wondering what I'd lead up to. Most perceived the name of my new site as an unimportant variation of English memorial, while what we call 'Memoriale' in Italian is simply a gossipy chronicle spanning several weeks or months in tabloids. At times, Italians think it to be the corresponding idea when a public performance honoring a dead is held somewhere.

Apparently nothing new in there, but how did you come by the formula? I never wondered how it all came to me, maybe because it all occurred to me simply. Consider, on top of that, that I was facing on those days a removal to a new place (from Milan, back to Liguria). So in late June 2000 I packed up, with the feeling that I was gaining experience.

From these pages, those knowledgeable about what's going on in Italy gather you find it easier to get in touch with simple souls. Just so. Those pretentious seemed to meet a sticky end when answering back to me. However, it depends on the circumstances. If you encounter people going through a bad patch they're likely to find an enemy in you, while you're only trying to get near them.

When you say that the other fell into a trap, what do you mean? I mean that they can only lick their wounds. There's no hope when they mistake your attitude for a hostile one, since the electronic mail without personal interaction or face-to-face approach sends out words only. So the one thing that you happen to notice is that they have a lot of personal problems or simply pass the buck by avoiding making it clear with you. I was getting about 200 new visitors per week, which is a good result for one personal site newly-launched. I remember having a lot more after my interviews with two singers. What's more, this was being achieved without any promotion or sponsorship. Sort of word-of-mouth advertising suggested simply the idea that I was publishing interesting pages with a non-profit initiative. There are those thinking it's a wretched business, while this has nothing to see with the business connections. If I write, I'm simply a writer. When I write, I'm never doing business. I'm simply having an audience, making my name (or my contents) known. If the contents are interesting, I'm serving an unselfish purpose. The amount of information I put on the Web is equal to what you learn after reading it. So it's all more related to an educational matter, containing also literary details that everyone is supposed to find out. I don't care how many the visitors are, if the few that are reading me think it'll be of great value in the long term.

How can they find friendship, when coming in for your criticism? This is an interesting matter, that I often tried to explain to all. My reviewing author or works is made for the good of the readers. I aimed at pointing those mistakes out to all. Turning a blind eye on what's wrong would have no benefit. I'd like instead to remind all once again: do not hesitate to say openly what's wrong with somebody (up to the president of your Republic), because this is health.

L'inaugurazione

Tutte le cose, alla nascita, non presentano i caratteri di ciò che diventeranno se non in se stesse. Questo siamo noi, con i nostri geni e i nostri pianeti, e questo sono le cose. Il fondatore di Memoriale, a metà 2000, ha naturalmente molti anni di studio alle spalle e una discreta competenza di tante cose. Insomma, c'è il tanto per iniziare qualcosa e proseguire anche da solo. Ma cosa? Questo non lo sapevo nemmeno io. Sulla scorta della 'gravidanza' Rawbridge, chiunque avrebbe scommesso che avrei continuato un discorso linguistico oppure avrei parlato di caratteristiche astrologiche. Il secondo argomento però ha tuttora il carattere sacro di tutto ciò che ancora non è stato completamente rivelato a tutti. E così, anche qui, un poco di prudenza era da parte mia doverosa.

Iniziai, come in precedenza, alternando l'inserimento di oggetti grafici Web a contenuti veri e propri. Già dal primo giorno, un angelo fece apparizione in alto nella pagina. Quello che vedete sopra fu il primissimo logo da me utilizzato in quel 31 maggio 2000. La striscia che vedete scorrere in mezzo è il normale carattere barrato presente in programmi di grafica, quando voi utilizzate la funzione 'text' su una figura. Alla fine, scelsi di lasciare una scritta con quella barra in mezzo. Noterete che questa figura dei primordi è molto diversa da quella che avete conosciuto in seguito. Qui l'angelo è molto più grande. Nei mesi successivi, rimase come oggetto di alcuni banner utilizzati in forma di logo (logomem) ma con dimensioni molto minori.

Sotto questa figura, compariva quella tradizionale dell'uomo vitruviano di Leonardo. Essa sparirà ben presto, per ritornare solo nella ripresa del giugno 2002 (di cui parleremo in seguito). Per i contenuti, quel giorno fui chiarissimo: scrissi che il nuovo sito ereditava l'opera già avviata da Rawbridge. Insomma, un classico passaggio di staffetta. Ma Memoriale che significa? Fornivo, in quella giornata inaugurale, cinque significati.

1) Narrazione di avvenimenti importanti o memorabili a cui si è assistito o partecipato

2) Scritto espositivo a giustificazione o difesa del proprio operato

3) Supplica corredata di elementi o dati informativi

4) Catalogo o cerimoniale

5) Memoria, ricordo

Superfluo osservare che il terzo è un significato antico, oggi non più in uso. La parola 'memoriale' viene usata oggi soprattutto nel senso 1), attribuendola peraltro ad occasioni futili quali possono essere un lungo racconto leggero fatto a un settimanale sui propri fatti e sulle vicende altrui osservate. Anche il vecchio significato attribuito a Gesù (il memoriale conseguente all'Ultima Cena e alle sue parole) oggi è poco più che un ricordo. Questo è un peccato, naturalmente. Riesumando la parola, mi accorgevo quasi di riportarla alla ribalta dopo una volgarizzazione ricevuta nell'epoca dei media.

Una volgarizzazione? Sì, se noi la intendiamo solo come 'lungo sfogo a puntate da parte di una persona', stiamo in una banale intervista. La parola invece serviva a dignificare la memoria, situandola in un contesto più alto sia dal punto di vista narrativo sia da quello dell'etica. Il memoriale sarebbe stato da utilizzare per una cosa bella, nobile. Non solo per rivelazioni curiose e piccanti, date in pasto alla curiosità di tutti. Ecco come spiegavo la cosa, nel primissimo link che si chiamava 'introduzione'.

Tutto è memoriale. La parola, di primo acchito, fa venire in mente o il titolo di un libro di Paolo Volponi o quei racconti a puntate che Gente raccoglieva dai Savoia o dai parenti di Mussolini, e che diluiti in cinque o sei settimane servivano anche a far vendere di più il giornale (dunque il primo dei significati della parola che abbiamo inserito nel riquadro accanto alla Gioconda). Invece, tutto lo è. Lo è la nostra vita, che si trova ogni giorno a dover raccogliere da quell'immenso archivio che è il cervello una massa infinita di informazioni. Queste informazioni affiorano continuamente, anche senza un richiamo esplicito della coscienza. Una persona che fa una dichiarazione ci riporta a un'altra dichiarazione del passato; un fatto politico ci fa pensare a un altro; un viso richiama alla mente un altro viso. Molti sottovalutano l'immenso valore dell'analogia, che permea di sé la cultura di tutti i paesi civilizzati e conferisce una base anche alle singole discipline (si pensi al diritto, all'esegesi dei testi, alla ricerca scientifica). Gli stessi testi sacri, in primis il Corano, hanno subito col tempo un progressivo e sterminato arricchimento esegetico che ne ha favorito la lettura. Insomma, la nostra vita è divenuta un enorme database. in cui il passato, il presente e il futuro si incrociano senza distinzioni. Nel 2000 non si può prescindere da questo senso dell'osservazione sui fatti (anche su quelli minimi) che permette di cogliere una linea di continuità.

In ogni istante, come si vedrà dal link relativo, la Terra emette un suono, che è la sua colonna sonora. Se il cielo presenta situazioni planetarie di equilibrio, quel suono è gioioso e partecipa con noi della armonia del Cosmo. Se il cielo presenta una situazione di squilibrio, la Terra è cupa e triste come quel cielo.

Questo sito continua l'opera avviata da Rawbridge, presupponendo sia che conosciate (almeno per sentito dire) quanto pubblicato nella vecchia versione di questo sito, che comunque verrà richiamato alla memoria Web con rapidi flash, sia che riusciate a seguire giorno per giorno i sassolini di questa strada senza interruzioni.

Aggiunsi poi:
Credo che soltanto da un pungolo continuo sulle persone possa venire fuori quel mondo nuovo che tante volte ho preannunciato. Il pungolo che intendo non è certamente la quotidiana polemica instaurata dalle forze politiche, che divorano lingua e contenuti in una politica lunga e inconcludente. Il pungolo di un sito Web sta proprio nella forza di incidere con coraggio e fermezza sulla singola persona che lo legge, la quale - se assimila i contenuti e se questi riguardano proprio la sua persona - è portata a fare di un sito così come di un giornale un appuntamento quotidiano.

 

Qui si penetra le barriere dello spazio e del tempo per scoprire nuovi orizzonti

Così scrivevo, in caratteri Bodoni, sempre sulla HP dei primi due giorni. In basso, un pensiero di Baldassarre Castiglione inaugurava la serie del passato.

Il 2 giugno spiegai un po' di più. Nonostante la parola fosse già in programma, fu l'ultimo promemoria a indurmi alla scelta definitiva. E quello fu un pezzo della CNN, sul Memorial Day americano. Negli Stati Uniti, si tratta dell'ultimo lunedì di maggio con cerimonie per ricordare gli uccisi in guerra, i cosiddetti 'caduti'. Parte della scelta di questo dominio si deve dunque alla CNN, la cui HP mi richiamò alla memoria sia quella parola sia il concetto. In corrispondenza con la grande congiunzione (Giove-Saturno) che si formava quei giorni in un segno di Terra, iniziai idealmente inserendo in quei giorni un ricordo importante. Das lied von der erde, di Mahler. E il canto della Terra divenne anche il tema di un link.

Com'era strutturata la pagina in queste prime giornate del giugno 2000? In una tavola a tre colonne. In quella a sinistra, riportavo osservazioni e consigli su fatti di attualità e addirittura di giornata. Esempi: consigliavo di ascoltare Cd appena usciti, di guardare film in programma quella sera, di evitare di ascoltare qualcuno, di recuperare al contrario qualcosa che valeva la pena di avere. Dunque, a sinistra era una guida. Nella colonna centrale, scrivevo il vero e proprio pezzo del giorno. In quel 3 giugno, analizzavo il difficile momento del giornalismo e ripetevo le analisi sulle parole 'giornale' e 'giornalista'. Sulla colonna a destra, facevo osservazioni linguistiche. Di quei giorni è un link sul dizionario più recente, che i miei lettori ormai conoscono bene. Vi figuravano già due frequenti 'cadute' come il 'bocciare' e l'insorgere' dei giornali.

Vediamo in rapida successione di cosa parlai. L'argomento del giorno. Il 5 fu l'uso del plutonio a scopi militari, il 6 gli organismi geneticamente modificati, il 7 (pensate un po') già protestavo contro l'equivoco generale che vuole il popolo elettore del governo anziché dei parlamentari (guardate quanto sono state lunghe le mie prediche), l'8 contro le ricorrenze passivamente accolte senza ragionare. Il 10 giugno raccontai brevemente del mio viaggio in Israele, proprio nei giorni dell'incidente a Lady Diana, e riportai come documento raro e interessante la prima dell'Herald Tribune edizione israeliana (straordinaria) di quel giorno. Quello fu un mese straordinario, ricchissimo di dati. Misi sul Web una grande quantità di materiale, nel giro di pochi giorni. E, in corrispondenza, l'avvio fu ricco e propizio anche dal punto di vista epistolare. Ebbi i ringraziamenti e i messaggi di tante persone. Tra queste, Silvia Salemi, Don Backy, Spagna, qualche giornalista, gente della Rai. Furono settimane piene di avvenimenti, anche improvvisi.

Il 12 giugno, decisi il primo cambiamento significativo nell'aspetto della HP. Misi uno sfondo a piastrelle, simile a quello che allora aveva la Casa Bianca, e sistemai i contenuti su una mezza dozzina di link. La HP divenne dunque una struttura fissa, con un riquadro centrale dal quale partivano i link. Ecco come si presentava a metà giugno.

Episodi curiosi di quel periodo? Il più singolare fu lo scambio con Paolo Guzzanti, quando ancora non era senatore. Egli si arrabbiò tantissimo e mi sfidò a duello. Cadde, naturalmente (uno dei tanti, eh). Ricordiamo brevemente. Fui io a sollecitarlo: egli sosteneva di non aver mai fatto una certa dichiarazione (essere andato via da Repubblica, perché veniva emarginato, e non sopportava l'egemonia del collega Fuccillo). Preso dalla sfida, ed essendo sicuro del fatto mio, andai direttamente nella redazione del mensile sul quale avevo letto quella cosa. Era 'Prima Comunicazione'. Il numero era del giugno 1991, e (incredibilmente) era proprio sul tavolo della reception in quel pomeriggio. Una coincidenza straordinaria, che fa pensare a una magia. Lo acquistai, proprio per verificare la mia memoria, e trovai che il giornalista aveva fatto esattamente la dichiarazione che io ricordavo. Vinsi così la fragile scommessa, fatta da Guzzanti in modo poco cauto. Qui è interessante ricontrollare quale protervia animasse la persona. Leggete.

Non mi è chiaro che cosa lei vada cercando da me. Ma vedo di impegnarmi con pazienza, benché lei abbia una certa attitudine a farmela perdere, e senza ragione visto che non la conosco e non ho mai avuto a che fare con lei. Diciamo che lei è pessimamente informato... e lo fa giocando con la mia vita, che non è un mazzo di carte. Io sono andato via da Repubblica nel luglio del 1990, esattamente quando Paolo Mieli, appena diventato direttore della Stampa, mi offrì la funzione di editorialista nel giornale torinese dove sono rimasto per dieci anni. Alla Stampa mi trovo benissimo e produco una quantità formidabile di articoli che contribuiscono ad una ripresa di quel giornale in numero di copie e prestigio, al punto più alto della sua storia. Al Giornale non "si apre" nessun varco, ma mi viene offerto il posto di vice direttore, che occupo da un anno nel corso del quale il Giornale riprende la sua crescita e raggiunge i suoi massimi storici, con punte di 305 mila copie vendute in edicola al giorno, e una media che supera le 260 mila. Le indagini di mercato dicono che la incidenza dei miei articoli vale oltre il 50 per cento della crescita. Io ho prodotto più di venti articoli sugli Stati Uniti, oltre a tutto il resto.
Ho rifiutato in tre occasioni una sicura elezione sia alla camera che al senato (le notizie dei miei rifiuti sono state pubblicate sui giornali nazionali). Io amo visceralmente la mia professione, in cui sono considerato di sicuro uno dei primissimi in Europa.
p.g.

Quando succedono queste cose? Succedono quando le persone, prese da amor proprio, si inalberano e parlano a sproposito. Soprattutto, qui emerse un brutto difetto molto frequente in coloro che sono nati negli anni di avvio della seconda guerra. Essi non sanno perdere.
Nella vita, si vince e si perde. Non vincere non è una cosa terribile. Però molte persone non possiedono la tranquillità mentale che presiede ad ogni confronto e appena minacciati reagiscono nel modo che qui vedete. Sullo sfondo, poi, proprio il caos di un paese in cui ormai ciascuno faceva quello che voleva senza osservare regole e principi. Vedete in quale pochezza di uomini e di coscienze ci si imbatte. Gente proprio con malattie, da far curare.

Il passo che dava ragione a te qual era? Era una dichiarazione dello stesso giornalista, contenuta in un'intervista fattagli per conto di quel mensile da Vittorio Bruno nel 1991. Cito testualmente le parole dello stesso Guzzanti.
Con l'arrivo di Mino Fuccillo nel 1983 a Repubblica io mi trovai improvvisamente del tutto estromesso dalla parte politica del giornale. Mi assegnarono altri incarichi, anche di un certo prestigio, mi mandarono in Sud America, mi diedero zuccherini di ogni genere, ma di cronaca politica nemmeno un grammo. Il motivo? Ero spurio, non appartenevo al clan targato Pci, ero un pesce fuor d'acqua. Una volta lo stesso Scalfari mi disse brutalmente: 'Caro Paolo, ormai nell'informazione è una lotta per bande e per non soccombere bisogna opporre bande a bande'.
Queste parole vi danno la esatta, precisa sensazione di cosa voglia dire 'assenza di un direttore'. Se il direttore di un quotidiano dice ad uno dei suoi colleghi del giornale queste parole significa che non interviene mai nelle varie sezioni e con i singoli, cosa che un direttore dovrebbe sempre fare. Di qui il verdetto finale, che spesso avete trovato su queste pagine. Un verdetto di completa delegittimazione dei giornali, in quanto sedi completamente priva di una direzione e quindi soggette al degrado del singolo individuo.

Il 16.6 feci il memoriale di un'etichetta discografica storica, la Vanguard. Presi spunto da un paio di dischi di Joan Baez, la cui stella inizialmente si incrociò con essa. Il 20.6, riportando alcuni passi di un pezzo di Robert Friedman su Bombay, raccontai la mia esperienza in quella città (dove mi ero recato appunto, in seguito alla lettura dell'articolo stesso). Pubblicai anche tre foto prese nella città stessa. Qui la HP aveva una variazione: sulla destra lasciavo libero uno spazio bianco, nel quale facevo stare il pezzo di giornata. Intanto avevo iniziato una nuova serie, sempre basata sulla rievocazione di memoria. Invitavo il lettore a verificare come era cambiato il viso, nel corso degli anni. In questa serie finirono vecchie foto di Fede, De Sio, Visco, Diliberto (con me, all'età di 4 anni), ecc.ecc. Il 24.6 pubblicai una interessante esclusiva. Mettendo insieme le risposte che mi aveva dato, nel corso di uno scambio via e-mail, feci un memoriale di Don Backy in tre puntate. Era ripresa, intanto, la serie 'psicometria'. Il 28.6 pubblicai il memoriale di Ivana Spagna.

Quell'incontro in aeroporto? Esatto. Ci incontrammo all'aeroporto di Cagliari Elmas. Lei partiva per Roma, io per Milano. Ricordo come fosse oggi. Mentre mi recavo al check-in, vidi un viso conosciuto. Lì per lì non realizzai nemmeno chi fosse. Mi avvicinai e la invitai ad accompagnarmi oltre il controllo bagagli per fare una piccola intervista volante che avrei pubblicato su un sito specializzato in 'memoriali'. Fu molto cortese e disponibile. Mentre passavamo oltre quel punto, mi venne in mente improvvisamente: "Questa è Spagna!". Arrivati in un angolo, presi il biglietto aereo e lo utilizzai da taccuino scrivendo sul retro tutto quello che mi diceva. Sette-otto minuti di conversazione, mentre il suo assistente-manager ci fissava a due metri. Poi quest'ultimo volle che gli telefonassi il giorno dopo per la conferma di quello che stavo per pubblicare.

Scriviamo un romanzo, il romanzo della nostra vita, adoperando le notizie che ci dà giorno per giorno la CNN, e proviamo a imparare l'intera grammatica inglese possedendola in sole 300 frasi. Bastano una o due frasi al giorno. Chi possiederà queste 300 frasi avrà l'intera grammatica in testa
Ecco come introdussi in quel mese una lunga serie, che durerà tutta l'estate. Prendevo frasi da organi di stampa e costruivo giorno per giorno la grammatica di un'intera lingua. Lo feci con le quattro lingue che avete studiato anche voi (francese, spagnolo, inglese, italiano).

Il 30.6 feci il memoriale della tragedia aerea di Ustica. Il mese si chiudeva con la sensazione di aver trovato un bello spazio per me e per quello che avevo da raccontare.

This page was published on May 4, 08 - It was last modified on September 4, 08