July 2001

You led off the dance and later put an end to the religious organizations with an explanation based on logic too. How can clergymen or those performing religious duties embrace a method rejecting their faith? They should use a certain amount of logic, just because everything is made of that and nothing is gained through faith. This time ordinary people had information sitting on their desktops. Despite their being aware I was dealing with a new sacred matter, implying a devastating revelation, very few had tools for a proper initiation. So the reader remained just a 'reader', when he looked at himself in the mirror: those having a background gained in proportion, while the uneducated remained the non-starters they were before.

What should one do after learning that the hits of the year had a particular structure in common? That's just a secret code to decipher. When the lyrics show a structure or a unifying idea inside it means the year was a vehicle for some contents taking roots almost simultaneously in the songwriters' mind. I'm aware it's an amazing thing, yet it's what really happens to them. You should really stare in amazement at the weird description of a common inspiration suggesting us the great distances in 1965 and the future tense in 1966. This was undoubtedly one of the greatest revelations ever.

Thousands of protesters clashed with policemen during the G-8 talks, in July 2001. You said it was all reported in a sensational matter. Above all, they mistook the action of rampaging protesters (just three phone booths, two bank windows, ten cars) for a devastation of the downtown area. Genoa was still intact, the morning after. It was that year to emphasize the antigovernment extremism. The climax that was reached around mid-July was only the consequence of several months of tension throughout a city that had been carefully cleaned up to the most remote corners. When a mass of young people gathered and then went on a rampage an opposition of at least 15,000 policemen went into action. In a frenzy of rage, some of them exceeded their authority as they beat dozens of innocent. The press, however, made it all harder than it was.

You seem to go beyond the limits when you say that clergymen can no more find a way out while their highest authority had better take refuge in flight. I didn't say that. I just wanted to say that their will to resist doesn't make sense. When astronauts began to view the Earth from space, in the sixties, the religious organizations began to lose some motivations. Today their having their say about what's good and what's evil, with poor knowledge of state of the art methods, is a waste of time. I'd say once and for all: "Please, learn what's worth". Meanwhile, nobody has to escape from anything. If somebody tries to recall Ratzinger to better commitments in Germany that's really a good thing.

After this revolution, what's become of the books formerly believed to be sacred? Sacred books such as the Bible and the Koran must become history books.

Termina il ciclo delle Annate

In luglio, la materia teologica è tutta sulla parte inferiore della HP sotto il titolo 'Limiti e interpretazione del sacro'. La fine della Chiesa Cattolica viene esplicitamente menzionata. La creazione del concetto di Dio spiega al tempo stesso in cosa consisteva la corruzione. Per aggiornare al mondo di oggi, il riquadro si conclude con una 'nuova scienza'. Definisco l'intero mio saggio come un'opera di iniziazione a un nuovo mondo, per introdurre in uno spazio senza divisioni.
Frattanto, in alto la HP dedica ogni giorno un piccolo spazio a qualcosa. Il 4 faccio un bel favore all'International Herald Tribune, il 5 al film di Kubrick del 1968.

In merito alle annate, davi qualche spiegazione in più? Sì, avevo scritto una pagina che divenne un link. Si chiamava 'Annales'. Vediamo qualche stralcio.

Cosa contengono
L'operazione non va riguardata come un complesso di posizioni soggettive, cioè non è una descrizione dei miei gusti e neppure un diario personale (in questo caso sarebbe stata infinitamente più vasta, perché avrei parlato giorno per giorno). E' proprio una descrizione delle annate, di come erano, di come erano sentite (il concetto 'essere in sintonia', ad esempio). Il tempo fa irruzione nella nostra vita da protagonista, finalmente. Non si può più vivere inconsciamente, non si può pensare che esista il caso fuori da noi. Il nostro corpo respira, si muove e cresce in sintonia con l'esterno.
Gli anni come esseri umani
L'anno diventa un essere umano, anzi diciamo meglio un essere vivente. A maggior ragione soggetto alle leggi dello spazio-tempo, e come tale rinchiuso in una serie di valenze specifiche che devono essere comprese. Perché? Perché tutto ciò che esiste ha necessariamente una sua natura. Non si può prenderlo come 'pura presenza'. Se noi parliamo di anno è chiaro che ci riferiamo a uno spazio di tempo convenzionale, che neppure è uguale per tutti i popoli sulla terra. Considero molto importante ad esempio il calendario cinese, che è una perfetta descrizione simbolica degli anni visti come animali (l'anno del drago, del serpente, del gallo ecc.). Ma ormai dobbiamo andare al di là anche di questo, sentendo le cose col nostro corpo. Allora, stabilito un inizio e una fine a questo spazio, dobbiamo compenetrarlo e dargli qualche dignità individuale. In questo senso, anno equivale a 'mese' o a 'minuto' (se si coglie l'essenza anche del mese e del minuto). Anche l'anno, in sé e per sé considerato, soffrirebbe e gioirebbe come noi se avesse organi di senso suoi. Ecco perché dico ad esempio: 'Attenzione, questo anno non sopporta tradimenti' oppure 'il 1977 non sopporta questo giornalista' (e ne dà dimostrazione palpabile). Questo discorso è un rovesciamento del modo tradizionale di costruire destini umani: noi siamo abituati a dire 'Tizio avrà un ottimo (o brutto) 2003' e in questo modo facciamo un percorso dal piccolo al grande. Qui ho fatto il percorso inverso: andare dal grande al piccolo, fornendo caratteristiche di base all'annata come se questa avesse i nostri caratteri umani.
L'unificazione della realtà
Facendo questo insieme di operazioni impariamo soprattutto a unificare la realtà. Vediamo tutto insieme, siamo come quelli che ospitano una persona sconosciuta, perché in fondo assumiamo dentro il nostro essere interiore l'essere del mondo. Questo è il momento in cui captiamo il segreto. Una frase serve proprio a racchiudere tutto. Se io dico: 'Questo anno è un bolide o un grosso giocattolo che vien dato a ciascuno, dipende da ciascuno saperlo usare' (1975) dico tutto. In questa frase c'è il gesto di chi ammazza Pasolini, può esserci un massacro, un grosso impianto stereo che mi viene regalato e così via. Nel breve cappello che dò di ciascun anno c'è già tutto, e vale anche come invito alla sintesi. La capacità di sintetizzare dodici mesi in poche frasi fonda il nuovo concetto di storia. Se riesce questa operazione, i fatti vengono da soli. Saranno soltanto elementi dell'anno come essere che vive la sua esistenza. La nostra memoria fissa certi avvenimenti LEGANDOLI indissolubilmente a un certo anno e non vedendoli neppure in anni in cui magari si verificarono ugualmente. Quei fatti appartenevano evidentemente al patrimonio genetico di un anno e non a quello di un altro. Anche la nostra memoria VIVE, non è qualcosa di staccato dalla realtà o di immaginario. In prospettiva, tutto questo porta a una PALINGENESI. Trasformiamo il nostro essere, che partecipa come tutto il resto al divenire del cosmo. Più si penetra in questa concezione, più ci si distacca dalla materia e si entra in un nuovo ordine di idee. Sempre più impareremo a fare a meno dei libri e della scrittura. La cultura diverrà qualcosa di collegato alla vita, al nostro corpo, alla respirazione.

Il 10.7 torna l'immagine della Nuova Era, accanto a una breve introduzione al nuovo mondo in cui inquadro la nuova visione entro una spiegazione di cellule e di interazione (quello che i nostri antenati non ebbero mai in testa). In quel giorno, finalmente anche 1970 e 1971 ricevono la loro pagina-link. Curiosamente, definivo il primo 'armonico' (cosa tutt'altro che precisa). Qualche giorno dopo mi venne l'attributo più corretto. Il torbido. Nella mia coscienza, rimase scolpita questa fase (e in particolare il 14 luglio) come conclusione degli aggiornamenti sulle annate. Mi ero prefissato di arrivare a una fine, proprio per non stare a tornarvi continuamente. Mia madre era venuta a trovarmi, e insieme eravamo andati all'Acquario di Genova. L'avevo rassicurata: "E' stata un'esperienza interessante. Ma ora ho proprio finito."

Ogni tanto, ritornava quella intenzione già nutrita ai primi di gennaio? Sì, l'idea di concludere tornava sempre. Mettere una pietra sopra avrebbe significato prendere la fotografia e inserirla in un album dicendo a tutti: "Io l'opera l'ho scritta, ora facciamo qualcosa per metterla in pratica". Ma non riuscii mai a darmi questa forza di volontà: le braccia tornavano sulla tastiera e gli occhi sul monitor con la stessa 'dipendenza' con cui chi ama fumare continua a farlo. In me erano proprio due parti in lotta, e quando una si rimetteva al lavoro l'altra guardava dall'alto non condividendo. Però ormai ero in ballo. Riuscii comunque a darmi uno stop nelle Annate. Era già qualcosa.
Questa era la fase degli incidenti di Genova. Sì, e io rimasi molto perplesso. Mi recai la mattina seguente nelle zone calde, attorno alla stazione. Trovai tutto in perfetto ordine, comprese le cabine telefoniche. Giuro. Quando lessi o sentii che il centro della città era stato devastato mi domandai se sognavo o se quelli raccontavano storie. Sicuramente, c'erano state delle vetrine rotte in Carignano e a Marassi. Altrove, una decina di auto danneggiate. Ma non era qualcosa che si avvicinasse all'idea di devastazione. Quanto al pestaggio da parte di poliziotti, tutto era stato ingenerato dalla tensione creatasi artificialmente nelle settimane precedenti. Se il G8 fosse stato minimizzato, nel senso di ricondurlo alla normale cronaca, non sarebbe accaduto nulla. Viceversa, l'ingenuità di tutti (a partire dalla spesa inutile dell'amministrazione comunale per restaurare, e per finire con l'assetto di guerra della Polizia) contribuì a creare un pandemonio dove non ce n'era alcun bisogno. Gratuito, infine, l'episodio del ragazzo che morì andandosela a cercare. A tutte queste cose, se avete capito bene la mia analisi, aveva contribuito il 2001. Nel complesso, annata terribile da questo punto di vista.

Dal 15.7 nella HP era tornata l'astronomia, e spiegavo per bene sia cosa è sia come si muove il globo terracqueo sul quale viviamo.
Tornando alle Annate, il 24.7 il quadro dei cicli risultava ormai completo. Avevo creato la denominazione 'Era del Vuoto', per la fine anni '70, e con l'Ascesa iniziale tutto risultava delineato come sarebbe stato in seguito. La Mass Tech era l'unico ciclo ad essere ancora provvisorio. Definivo come tale tutto il periodo dal 1970 al 1988, mentre gli anni dal 1972 al 1976 erano quelli dell'elettronica domestica. I link terminavano con il solido 1998. Le tre annate seguenti erano state scorporate e poste provvisoriamente in alto. Il motivo preciso non lo ricordo. Probabilmente intendevo farne un ciclo a parte.
Il pomeriggio del 25.7 mi rimase scolpito nella memoria. Con un lavoro di pazienza, ero riuscito finalmente a costruire una HP graziosa e con i colori giusti. Non senza una sensazione di piacere, la pubblicai sul Web. Tutto era diverso, quella sera. Uscito da casa, sentii come per telepatia una constatazione generale: "Ha fatto un bel sito". Ecco una parte di ciò che appariva in quel pomeriggio.


15.25 del 25 luglio 2001. A lungo mi restò in memoria, come se fosse un sigillo... perfino numerato.

Ora facciamo un'ipotesi concreta. Se il sito fosse rimasto così, da allora? In questo caso si verificherebbe ciò che ho spiegato nella improvvisa scomparsa di governi e parlamenti. La gente ricorderebbe a memoria tutte queste pagine, cioè diciamo che entro tre anni (2004) avrebbero fissato tutto e a questo punto sarebbe come un reperto del passato. Io sarei in qualche ufficio di Stoccarda o di Bonn, mentre in verità a me risulta che sia stato Ratzinger ad essere invitato a tornare in Germania e a lasciar perdere. Eppure, a Genova raccontano che quella massa abbocca sempre. A Genova, c'è una stampa locale molto debole e leggera. Mancano, da sempre, personalità coraggiose. Certamente, non avrei mai confidato nell'aiuto di questa città. L'immagine di decine di migliaia di signori che ogni anno si recano in massa con i figli a rinnovare l'abbonamento allo stadio spiega a sufficienza di cosa sia fatta la cittadinanza media. Io non mi rattristo per quei 50.000 dell'altro giorno, anzi penso che poteva andare anche peggio. Sono pochi. In fondo, per vedere una partita della squadra locale si muovono più persone e io 50.000 persone che hanno le mie pagine sul computer le conto ormai in soli quattro o cinque degli Stati Uniti.

Lì comunque si concluse per il momento il percorso di aggiornamenti del sito. Vi tornai fugacemente due volte il 26.7 e poi basta. Luglio finiva lì. Riguardandomi stasera, ho notato una cosa interessante. Ogni volta che cambiavo la veste grafica, ricostruivo tutta la parte teologica in un modo diverso cioè raccontandola da un altro punto di vista e distribuendo in altro modo il percorso. In questo senso, ebbi davvero una pazienza infinita. La storia di Memoriale è in pratica una lunga pressione al fine di far dire a loro che quel mondo non può più sopravvivere. Lo dissi per tutti questi anni, senza mai avere la minima sosta o il minimo ripensamento. Ma ciò che incuriosisce è che lo dissi 'in tante minestre', cioè cambiando con una certa frequenza il tipo di danza. E' come se uno passasse dal valzer al bolero, dal twist al surf continuando a dire: "Avete finito. E dovete dirlo. Non avete scampo".

This page was published on May 22, 08 and last modified on September 5, 08