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January 2002
In January 2002, you may have plenty of reasons never to leave your desktop. A seminar on the Bible is suddenly announced on the first day of the month. We all were told that God spoke directly through the Bible, according to tradition. In January 2001, I had said the one spiritual being allegedly worshiped had never existed. The word, after being carefully scrutinized in a memorable survey going back to the roots, had shown a lot of inconsistencies that could no more make us refer to what the word itself was credited with. The concept was associated to a law, instead. I tracked down the origin of a sound that never had an etymology of its own. And it couldn't be different, since that word hadn't come into being in a regular way. The true 'god' had been lying in an unexplored, hidden area of meanings while a fake idea had haunted everybody's mind since.
What do you mean here by 'fake'? Here, it was something that spread all around taking the place of an original.
Wasn't that made intentionally? No, it had been just the consequence of a misunderstanding. How and why it occurred to the early speakers of those centuries can hardly be explainable. When I'm asked to bring out documents as support for my unprecedented theory, the others are not considering that I had already given a demonstration. Here, the only thing that one could achieve was a path bringing their beliefs to a close. That's what I published in January 2001. The presence of one being somewhere had been successfully ruled out. I had said it would be up to them to show us one being that was never shown to anybody.
After my first essay on the origin of that sound, to be seen in the Old Testament, I pointed out to you that thousands of times formulas such as 'The Lord spoke' or 'The word of the Lord came' introduced the accounts made on the Bible. Food for thought, certainly, but also a puzzle as long as no Being is there. Here, I had first to explain what had happened to the word over the past centuries. The New Testament was a collection of episodes and parables based on Jesus' teachings. I tried to ascertain what he could mean by words that remained engraved on our mind since. And a good use of logic made me say that the apostles and the others hadn't really understood some of the words they used in a pioneering spirit. We always forget it was like a world in the making, when those episodes took place and were later written on those books. So, the real meaning was still hidden as a secret code when all referred to an alleged Lord that was only the product of a mentality taking roots on those primitive minds.
The third step introduced to the real meaning coming back to light. Frequently asked questions that tried to make it known, through quick answers. It was all completed then with a speech before an audience made of ten platoons making objections, a comprehensive list of institutions asked to concede defeat, a thorough survey of the gradual development of a world finally deprived of our former idea of God, the difference between providence and god, the ultimate step in solving the problem of the nomination of things. The dawn of a New Age will owe much of its coming to January 2002.
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Ecco il seminario, in un mese sconvolgente
Il 3.1 scrivo: "Disarma, disarma sempre gli altri. Mostra che le armi della pace vincono sempre e comunque". Guardate quanti messaggi, quanti consigli. Fu un percorso caratterizzato da una continua raccomandazione a disarmare e da una propensione alla profezia su ciò che sta per succedere. Proprio al cambio d'annata, il 1 gennaio 2002 succede improvvisamente una cosa nuova. Io avverto che sto per riprendere la narrazione teologica. Questo avviene la mattina del 2.1 con una nuova pagina interessante, che si chiama 'Memoriale-Faq1' e che porta in alto una intestazione molto significativa. La grande falsificazione. Questa pagina, che è strutturata secondo il solito modello delle FAQ, riprende il discorso fondamentale avviato nel gennaio 2001 e spinto nel settembre 2001 verso nuovi orizzonti. Difatti inizia proprio con una FAQ di ripresa, che vediamo qui sotto unitamente alla risposta.
Ripartiamo dal ragionamento. Possiamo almeno dire che Dio non è o almeno non è stata una parola come le altre?
Non possiamo dirlo, assolutamente. Perchè mai dovremmo farlo? Anzi, abbiamo proprio il dovere contrario, quello di indagare con la massima lucidità, altrimenti facciamo come quelli che fanno propaganda. Neanche Dio è una parola diversa dalle altre. Ogni suono che poi è stato accolto nel nostro dizionario ha una origine precisa, un uso e una storia che lo equiparano a tutti gli altri. Lo stesso quando parliamo di un uomo. Anche se ciascuno di noi è diverso, è un essere umano come gli altri. Non esistono - per tornare ai nostri esempi - uomini che non nascono dal seme o che poi crescano con attributi diversi dagli altri. Nell'ambito dei suoni diventati parole ci sono sì fonemi considerati sacri, come mantra o formule magiche, ma nulla di ciò che esiste nel dizionario ad indicare un concetto ha caratteristiche diverse dalle altre parole. Anche quelle che indicano una sostanza non materiale, come ad esempio le parole 'metempsicosi', 'anima' o 'aura' sono termini forniti - come tutti gli altri - di un suono, di un concetto e di un'immagine acustica. Abbiamo poi spiegato che l'oggetto - definito SEMPRE da una parola - può essere esistente o no, e conosciuto o no. Dalla combinazione di queste due caratteristiche insieme con il loro contrario si ottiene lo status della parola nella nostra esistenza. Se io avessi detto 'e-mail' nel 1920 avrei pronunciato un suono già esistente, ma questa parola avrebbe designato per la società un oggetto non esistente e non conosciuto.
Dunque qualsiasi suono (che abbiamo detto essere un'entità potenzialmente utilizzabile) può in un futuro anche remoto diventare parola di senso compiuto?
Certo. In questo caso succederà che quel suono verrà 'fuso' oggettivamente e soggettivamente (dentro di noi) con un concetto. 'MP3' o 'Webmaster' avrebbero suscitato interrogativi quando non sconcerto nei cittadini milanesi del 1850. Oggi sappiamo cosa sono.
Questo passaggio, che poi sarebbe stato l'inizio di una pagina molto nota di Memoriale, che significato aveva? Questo passaggio riportava tutto alla origine semplicemente fonica. Se io tornassi indietro nel tempo, avrei solo 'suoni' originatisi e poi diffusi nell'etere per scopi di comunicazione oppure per fissazione di concetti su papiri dell'epoca. Riportata la parola al suono primigenio, è come se fondassimo un'origine della lingua. E così rifacevo il percorso che la parola Dio aveva presumibilmente fatto dall'inizio. Questa operazione, come dissi anche in inglese, conduceva alla scoperta di un 'buco nero' all'origine. In origine, nessuna etimologia certa esisteva a fondare la parola stessa. Non sapevamo neppure da dove arrivasse, perché a dire che fosse una radice dell'indoeuropeo è facile. Precisare meglio cosa intendesse trasmettere, è molto più difficile. Da qui ripartiva l'analisi, che concludevo così.
Poi fu adottato per quell'altro scopo e perse il suo campo, che riguardava soltanto la nostra vita, gli eventi umani e naturalmente tutti i fenomeni della natura.
E come avvenne questo?
Lo racconterò. Ma non prima di passare dall'Antico al Nuovo Testamento. Dodici secoli o poco più dopo Mosè, c'è un altro signore che arriva e dice cose che resteranno nella storia. Soprattutto, molte cose verranno dette DI lui. Dobbiamo parlare ancora di lui e di ciò che dice su quel Dio che non era più dio. Lo facciamo in un'altra pagina.
La pagina arrivava il 3.1 e riguardava appunto il Nuovo Testamento. Si chiamava in origine 'MemorialeFaq2', e aveva una intestazione di retrospettiva. Guardando a ciò che dicono Gesù e gli altri.
Queste pagine erano modellate secondo uno schema domanda-risposta. Questa è ugualmente tra le più note, e presto avrebbe assunto un altro nome. Che scopo aveva? Con questa pagina io mi ponevo lo scopo di indagare sulla narrazione del Nuovo Testamento per capire fino a che punto le vicende potevano considerarsi realistiche. Facciamo un esempio. Se Gesù diceva questo, cosa probabilmente intendeva? Ecco, questo lavoro non era mai stato fatto da alcuno. Un altro esempio, che a lungo fece riflettere, era il ritorno di una rivelazione. Io mi domandavo: se quel Dio si era già rivelato agli Ebrei perché mai avrebbe dovuto ripetersi dodici secoli dopo? Gli Ebrei non ne avrebbero avuto bisogno: già lo pregavano, lo invocavano. Ecco il centro di un grande dilemma che tutti gli esegeti di fede cristiana avrebbero dovuto porsi e invece mai fecero, presi com'erano dalla sbornia apologetica. Feci anche un paragone significativo: se io ho già presentato mia moglie a un mio amico non gliela presento una seconda volta. Le presentazioni si fanno una volta e basta. Da qui appunto si poteva ricavare il disastro più grande di tutti i tempi. L'equivoco concettuale su quella parola. E la conclusione arrivava così molto attesa, con una suspence che situava il lettore in un'atmosfera simile a quella di chi assista alla proiezione di un film poliziesco nelle battute finali.
Ma sul N.T. quale è la conclusione?
Quella che abbiamo detto. L'unica conclusione possibile è che la narrazione del Nuovo Testamento fu soltanto letteraria, ancor più di quella dell'Antico Testamento. Testimoni e alcuni seguaci della vita di Gesù compresero quella realtà indicata dalla parola originaria 'dio' perché la videro e la sentirono da Gesù stesso (o la compresero intuitivamente dopo la morte, con illuminazione postuma), ma non la poterono esprimere o perché mancò la capacità di comporla autonomamente in lingua di allora (e per questo scrissero al suo posto episodi, aneddoti e parabole, con una ammirazione infinita) o perché il cervello di quella fase evolutiva non permise di metterlo per iscritto. Detto in altre parole: ripeterono come tutti gli altri la parola Dio maiuscola (che designava solo un'illusione) ma sicuramente compresero il vero significato della parola dio minuscola, senza avere la forza o la possibilità di porvi - allora - rimedio. Guardate che non è una cosa facile. Io stesso ho dovuto fare un lavoro sovrumano per scrivere queste pagine, e l'ho fatto seguendo il procedere naturale del mio ragionamento, cioé sono andato come sotto dettatura automatica con qualche caffellatte e qualche panino di pausa. Forse chi legge non ha capito che all'inizio partivo sempre con pochissimo in testa e andavo per ragionamento come se stessi parlando. Per questo ho parlato di un aggiornamento in forma di seminario.
Non posso rivelare la definizione (d'altra parte suppongo che più d'uno l'abbia capita) ma mi son ripromesso di dare tutto il materiale per arrivarci. E lo farò domani, il giorno della verità. Nella terza pagina di questo schema domanda-e-risposta risolverò tutte le possibili questioni sul reinserimento del SIGNIFICATO VERO nella realtà di oggi. Fino a che punto si potrà fare e come si potranno adeguare le istituzioni e la nostra vita. Naturalmente, per chi comprenderà. Domani arriveremo a porre la parola fine.
La parola 'fine' venne posta il 4 gennaio con una pagina chiamata 'MemorialeFaq3', sul vero dio. L'espediente di riferirmi al vero concetto con la minuscola fu da me ideato per comodità semantica, in maniera che il lettore distinguesse immediatamente di cosa parlavo. In questo terzo saggio a FAQ sono molto importanti i tre paragrafi contraddistinti con una lettera (a, b, c) perché in essi spiegavo com'era nata nella mia mente l'idea della falsificazione. Spiegavo, finalmente con precisione, che dio era una legge non un essere. Ecco il senso della rinascita da fare, nella mente di tutti. Ma contemporaneamente chiarivo anche che la cosa aveva il senso di una novità, non di una rottura. Tanto è vero che di alcuni concetti della precedente era avremmo capito meglio il senso ora che la parola veniva restituita al vero senso. Ma decadevano riti e formule (che il Vaticano e le parrocchie continuassero o meno). Rivediamo anche qui un passaggio interessante.
Della dottrina cristiana, quali sono le prime cose che si estinguono?
Lo abbiamo detto nella pagina sulla 'corruzione' della parola. Il perdono, il dolore e la sofferenza inutili, il martirio, la preghiera di auspicio, la santità, la salvezza, l'aldilà, la credenza in inferni e paradisi, sono tutte cose che scompaiono dal nostro mondo in quanto oggetti puramente artificiali appartenenti a un'altra epoca. Non ci saranno più Ave Maria né Pater Noster. Non ci sono sacramenti.
Cosa resta di sicuro?
Restano, con rinnovato vigore, tutta la dogmatica della prima iniziazione, quella che fu precedente alla liturgia della messa, e tutti i temi trattati dagli autori di fede cristiana. La beatitudine dei sensi, la pace, il digiuno, la sapienza, la purezza, l'impurità di alimenti e sostanze, la verità. Restano ad esempio i simboli che ne hanno tramandato l'adesione individuale.
Queste giornate sono molto scolpite nella mia memoria, perché sono quelle della introduzione dell'Euro. C'era stato grande fermento, in tutte le città italiane. Ci si liberava delle vecchie monete, smaniando per possedere le nuove appena possibile. Ricordo che anch'io feci una provvista preventiva, prima della fine del mese. Ma poi mi resi conto che era inutile: gli sportelli Bancomat già distribuivano la nuova valuta dalle prime ore del mattino del 1 gennaio. E i primi prelievi furono abbastanza emozionanti. In seguito, trovai anche un ovvio accostamento tra la mia riforma e quella della valuta appena detta. L'8.1 la HP si apriva in alto con la constatazione di una ventata d'aria fresca. Ritorna un altro dio e si ricomincia da capo. Non esistono più credenti e atei, decadono le gerarchie. Due giorni dopo, una croce come pietra tombale portava l'iscrizione di un avvenuto decesso.
Qui giace un Essere mai esistito, che fu creduto tale da molti uomini per secoli.
Se non era mai esistito, cosa giaceva? La pietra tombale serviva a dire che era morta l'idea, definitivamente. L'avverbio (qui) intendeva dire che era morta sul mio sito, su Memoriale. Dunque, da gennaio 2002 siamo un tantino più avanti. Ricapitoliamo: a gennaio 2001 avevo dimostrato che quel concetto non indicava una cosa reale, e dunque la parola non significò mai 'Essere onnipotente, creatore del cielo e della Terra'. A settembre 2001, avuta l'intuizione della vera definizione, arrivai a scrivere una pagina riferendomi a questa. A gennaio 2002, scrivo alcune pagine (con la lentezza e la meditazione di un seminario) per ridimensionare ciò che stava scritto sui testi sacri e pervenire così alla formulazione del rinnovamento che ci si attende ora. Ciò che non esiste più, in conseguenza del chiarimento. Ciò che esiste ora. E naturalmente ciò che può restare del mondo estintosi.
Quali erano i soggetti destinati ad estinzione? Lo spiegai nella pagina 'institutions', il 10.1. Più o meno i soggetti compresi nella Dichiarazione che avevo elaborato nei primi mesi del 2001: Chiesa romana, Chiese Protestanti, Chiese Ortodosse, sette e associazioni cristiane, templi ebraici. Nessuna sorpresa sul fatto che l'Islam non vi fosse compreso: mai questo culto aveva fondato istituzioni e rappresentanti-mediatori tra l'uomo e la divinità. Paradossalmente, con la rivelazione l'Islam era quella delle tre che si trovava in una posizione meno spiacevole. Non è una cosa curiosa? Per nulla. Era una cosa logica. Anzitutto, Muhammad fu l'unico fondatore che era nato nella storia. Fu quello e basta, cioè restò 'un uomo'. Non fu papa, né altri ruoli. Di conseguenza, i successori ebbero a spartirsi al massimo territori o sovranità che non avevano alcunché della figura consacrata tipica degli altri due culti. L'Islam conobbe al massimo 'ulema', cioè gente che sapeva (Alim), ma mai sacerdoti. Nel momento in cui io comunico una nuova rivelazione, nel mondo musulmano non avrei trovato figure da far decadere come negli altri due. Nell'Islam la gerarchia è puramente interiore, e si esprime unicamente nel rivolgersi del singolo ogni volta in direzione della Mecca. Ma allora cosa avresti fatto decadere in loro? Nel mondo musulmano, avrei soltanto fatto dei discorsi per ricondurre l'idea al primitivo nascere (comunicando il concetto di 'dio' mediante esempi, analogie, metafore). Poi avrei spiegato che il contenuto delle pratiche (le famose cinque prescrizioni) restava, ma veniva meno la necessità della cadenza (esempio: se fai un digiuno va bene, ma fallo su consiglio del tuo medico e non su astratto ritorno ciclico ogni 12 mesi per tutti). La umma restava, ma spossessata della precedente comunanza (fare le cose tutti insieme). E a dimostrazione avrei spiegato ai Musulmani l'errore letale dei pellegrinaggi di massa, i più recenti dei quali portavano la triste memoria di una ressa mortale con decine di vittime. Vedete come la realtà stava parlando, da sola? Se nel corso di un'affluenza alla Mecca si verificavano pestaggi, con tanti fedeli schiacciati dalla folla, la realtà ci diceva che anche quelle cose avrebbero dovuto essere abolite.
Nel frattempo, non potevo nascondermi ciò che mi avrebbero detto. Stavo dicendo cose molto grandi, il cui impatto sarebbe stato difficile. Questi culti erano talmente radicati che metterli in seria discussione avrebbe comportato una certa resistenza e molto tempo davanti. Così immaginai, in una pagina apposita, quali obiezioni o lagnanze avrei ricevuto dai vari fedeli di questi culti dopo aver fatto una tale rivelazione. Questa pagina era la Memoreaction, e fu pubblicata il 9.1. Essa conteneva le reazioni di una decina di plotoni, composti di obiettori. Fu per me una tra le pagine più grandi. Il paragrafo susseguente alla comparizione dell'ultimo plotone, quando spiego in quale maniera ipocrita nacquero in origine le suore, è probabilmente uno dei più grandi shock mai apparsi in tutta la letteratura occidentale. E la pagina, che segnava il culmine di una straordinaria serie (2 gennaio - 9 gennaio), terminava con una formula che alcuni scolpirono in memoria. Ricordatevi di me. 9 gennaio 2002, 14.52.
Il 13.1 la pagina Presenzadio valeva a distinguere dio da eventuali parole con concetti ad esso simili. Il 17.1 la 'ManifestaDio', riassumendo le tappe di evoluzione sulla Terra, spiegava come avevamo perduto in realtà il concetto dell'antica divinità (senza che le Chiese osassero dirlo). Il 24.1 la pagina 'Allalba' raccontava come si formarono i suoni e come si arrivò a nominare all'alba della civiltà. Il tramonto dell'Occidente si era compiuto, definitivamente.
This page was published on May 29, 08 and last modified on September 5, 08
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