Rawbridge was being created day after day in the room that you saw on the background of my 1999 photo. I was enthusiastic about every matter that I was going to face. Between 6.30 and 7 am, I worked on what I was going to put in the site. In December 1999, I used to get out for an early breakfast including the two major morning newspapers (one serving also a useful function in my search of words of the day). Shortly before 8 am, the Web page was ready to be updated. In January, after the break, the kind of account I began to make needed only a brief reconstruction through my paper archives. Something that I did every day, late in the evening, until the end of February 2000.

January wasn't a lovely month. The repercussions of my e-mail messages (peaceful, when the sender was friendly with me; tough, when I inexplicably happened to find enemy forces) caused an apparent victim in Riccardo, a journalist working for a major newspaper. As a matter of fact, he fell victim to himself in his having an awful approach with me. In late January 2000, the after-effects of an exchange that had had a bad end forced him to move into another newspaper desk. I was having a truly amazing experience, that sometimes was causing also significant consequences. Maybe, the people getting in touch with me derived a competitive attitude prevailing over the good intentions.

Those getting in touch with me often remained disconcerted. They didn't feel at ease, mainly because they were not used to having a smart conversation via electronic mail. They found it hard even to establish it, while this method was supposed to be the best way to communicate with anybody else. The more I tried to be friendly, the greater was their embarrassment. Journalists usually don't have a noble idea of the electronic mail. A first step made by them, towards new acquaintances on the Web, is as rare as the Lock Ness monster. You'll never see a Sunday Times journalist addressing me, after reading Memoriale or Grammatiche pages. I'd like to ask you some questions on the findings that I just read on Memoriale. The alleged demonstration that God has never existed shows two weak points... You'd never find a message like this, in my mail directories.

When you first got involved with this cause, how many wrote to your mailbox? I received from 10 to 20 messages a day. Fifty per cent were spam. The rest was made of business proposals (products, schools, software, new companies to found and so on) that I never take into consideration. These numbers were a mirror of society. If you encounter 200 people in the street, 100 will have an interest to share with you and the rest will be made of wandering people wasting their time. When I recently spoke of an overall failure of all, I meant to put the stress on this waste of wires. Who ever could imagine in 1993 that 15 years later we would receive spam 24 hours a day?


Rawbridge prende un'altra strada

Il 1 gennaio, nella sezione italiana, avvertivo: "Attenzione alle date che metterete in questi primi giorni dell'anno. Non sempre il cervello passerà direttamente alla nuova cifra". Giorni di grande sbaraccamento dell'idea allarmistica che dovesse succedere qualcosa di particolare, al momento in cui le cifre di tutto il mondo passavano dalle quattro con l'1 iniziale alle quattro con un 2 davanti. La parola più pronunciata nelle ultime 24 ore qual era? Augurio. E così feci l'analisi di questa.

Mentre la HP in inglese rimase quella per qualche giorno, la italiana del 2.1 portava un mio articolo proprio su quell'inutile allarme. Si intitolava Il baco della fantasia. Mettevo in rilievo anche il fatto che la questione venisse rappresentata con un animale. Da lì, analisi di tutta una fenomenologia che è comunque variabile da nazione a nazione (fame da lupo, non fare il pappagallo ecc.). Il 3.1 tornai ad aggiornare anche la HP, con l'articolo Let me see what's happened on the Net. Anche lì trovavo il modo di far stare l'oggetto dell'analisi del giorno. Astonishing. Nella sezione italiana comparve per la prima volta una cosa che voi tutti avete conosciuto: l'analisi della parola 'computer'. Ecco uno dei momenti più belli, per me. Torno ora nei punti che più di altri sono divenuti noti e scopro il momento iniziale in cui apparvero. Il 3 gennaio 2000 fu la nascita dell'analisi su Computer. Finirà su Grammatiche.
Il 4 fu necessario smentire ancora una volta quelli che perfino dopo lo sgonfiarsi dell'ansia avevano sostenuto che qualche problema c'era stato. In un pezzo intitolato L'ansia degli esseri umani, chiarivo che quei problemi erano roba di tutti i giorni. Ogni giorno, nel mondo, si hanno in media da 5.000 a 10.000 disfunzioni operative alle macchine. E cosa aveva a che fare con queste la data del 2000? Alla parola 'computer', ancora presente, si aggiunse Millennio. Intanto l'articolo in inglese appena detto compariva nella sua seconda parte. Il 6.1 apparve un'altra analisi molto nota. Quella della parola Giornale, che seguiva a un pezzo sui giornali del 2000. Nella HP dell'8.1 annunciavo un imminente match tra la lingua italiana e quella inglese. Nella italiana, facevo un'analisi sulla lingua del calcio. Ecco dove comparve per la prima volta quel piccolo riepilogo di frasi e commenti che gli addetti (giocatori, allenatori) fanno ogni volta negli spogliatoi. La pagina si chiamava 'Dichiarazioni'. C'era anche un'altra pagina, molto interessante: due giorni prima mi ero messo ad ascoltare alla radio con grande attenzione 'Tutto il calcio minuto per minuto'. Partita per partita, riportai gli spunti linguistici più interessanti che avevo colto dai cronisti collegati in ogni stadio. Il 9.1 feci un'analisi sui quotidiani italiani (chi li fa). E poi aggiunsi un altro saggio, sulla parola Giornalista.
Pian piano si arrivava al grande momento. Scontro epico. Il 14.1, piazzai le due bandiere sventolanti (inglese-italiana) sotto l'immagine di uno stadio e mi apprestai a pubblicare la cronaca di una immaginaria (ma realistica) partita Italiano-Inglese. Per ora, partita di andata. Paolo si incontrava con Steve, amico di Londra, e io riportavo il loro dialogo. Lo avete già intravisto, per frammenti, nei primi mesi del 2008. Ogni volta che Paolo o Steve incappavano in un errore, una delle due lingue (quella in cui l'errore veniva commesso) interveniva, come a teatro, parlando in diretta con i due protagonisti e spiegando perché non andava bene. Ne seguiva una breve discussione, che coinvolgeva anche l'altra lingua. E alla fine io, in qualità di arbitro supremo, assegnavo il punto all'una o all'altra. In questo primo scontro, vinse la lingua inglese per 13 a 10. Un punteggio che più o meno rispecchiava i valori.
Il 16.1 inaugurai una nuova tematica, chiamandola psicometria. Vediamo come la presentavo.

Questa rubrica intende catalogare e rubricare i comportamenti delle persone, collegandoli ai pensieri e alle parole con cui essi vengono giustificati o semplicemente enunciati nella vita quotidiana.

Come ti venne lo spunto? Una sera di quel gennaio 2000, volevo parlare con il pianista Krystian Zimerman, soprattutto a proposito di un disco da lui inciso con la direzione di Giulini. Il pianista era stato segnalato per le 18.30 alle Messaggerie Musicali del Corso a Milano, ma alle 19.15 non era ancora arrivato. Che tardino, in genere, lo sappiamo. Ma 45 minuti cominciava ad essere troppo. Casi in cui io me ne vado, perché altrimenti non avrebbe senso fissare un orario. Ma prima di andarmene mi divertii a prender nota di quello che mi dicevano in negozio per giustificare. In ordine di probabilità, dalla più frequente:

1) Viene, viene... è in taxi, ha trovato sicuramente un ingorgo, ma sta arrivando...
2) Ci ha chiamato cinque minuti fa (
da notare qui la distanza sempre ravvicinatissima, come se l'artista fosse presente alla maniera dei cronisti del calcio), e ha detto che sta arrivando (qui è rilevante il gerundio molto prolungato)
3) Viene viene... figuriamoci, deve essere a Madrid fra un paio d'ore...
4) Sta venendo da un altro incontro, insomma... il tempo di distaccarsi, trovare un taxi... arrivare qui...

Le frasi che mi dissero quella sera furono da me accorpate ad altre simili che avevo sentito in altre occasioni. E così esse formarono la statistica che qui avete visto riassunta. Mentre la rubrica 'psicometria', nei giorni successivi, si arricchiva la HP passava a riferire di alcune notizie dall'attualità del giorno. All'alba del 18 gennaio, la sezione italiana aveva l'analisi di Riconoscere. Il 19 scrissi un pezzo su Michele Prisco, scrittore che mi aveva attirato quand'ero ragazzo. Analizzai alcuni frammenti dal suo I cieli della sera. Poi, d'improvviso, una crisi. La prima, nella mia esperienza Web. Giovedì 20 gennaio, i lettori si trovarono davanti a un commiato. Rawbridge says goodbye. Chiarii che non aveva senso continuare così. Ragionando, mi venne in mente che mi sarebbe piaciuto fare una storia d'Italia a mio modo. Materiale ne avevo, e il cervello me lo suggerì come fosse una ideale prosecuzione in cui avrei avuto molto da scrivere. Il sito diventò un'altra cosa.

Storia d'Italia 1978-1999

Perché da e fino a quell'anno? Il 1978 mi pareva un punto drammatico di svolta. L'anno del sequestro Moro. Il 1999 era un'ovvia conclusione, poiché era l'anno appena trascorso.

Iniziò il 24 di quel mese. In mezzo a questa cronaca personale, anno per anno, si potevano vedere i primissimi abbozzi di ciò che sarebbero state le Annate di Memoriale. Quindi possiamo considerare i 30 giorni di questa storia (tanto durò, dal 24.1 al 26.2) come l'antenato della Storia completa, che poi tutti leggeranno su Memoriale, dal 1957 al 2002. Qui, a dire la verità, mi fermai al 1997. Nonostante le previsioni mi facessero arrivare al 1999, alla fine chiarii che il 1998 e 1999 erano troppo recenti per essere vivisezionati con un certo distacco. E così il 26.2, come un ciclista di una certa resistenza, arrivai puntuale alla reale conclusione del 1997. In trenta giorni, al ritmo di un'annata al giorno con qualche pausa in mezzo, feci un sommario di ciò che era avvenuto anno per anno pubblicando anche miei commenti (uniti a pezzi dalla stampa di quegli anni, che avevo conservato per ogni evenienza) e cominciando ad assaporare le caratteristiche di ciò che ogni annata aveva riservato. Fu un procedere per me naturale, quasi automatico. Era come se avessi conosciuto quegli anni, personalmente. Vediamo cosa precisavo, alla fine di ogni pagina.

Ogni numero rappresenta una diversa puntata annuale delle vicende di un pianeta chiamato Italia, popolato da persone chiamate Italiani. Rivedersi negli album di fotografie fa sempre bene. Il senso del contenuto di quanto pubblicato su questo sito, in conformità con il metodo 'ipertesto', va dedotto anche dal combinato insieme di dichiarazioni e di frasi in esso contenute (anche su pagine differenti). Nulla, nella realtà odierna, esiste da solo, cioé indipendentemente da tutto il resto.

Prima sarebbero interessati a leggere un altro poco di psicometria. Di che genere? Una cosa sfiziosa, che hai colto tu.

PSICOMETRIA
Milano, 13.1.2000

Un signore, già all'interno di un esercizio commerciale, chiede a uno dei commessi se hanno una connessione a Internet nel locale.

E' difficile che l'esercente che dispone di una connessione permetta ai clienti non diciamo una navigazione (sarebbe troppo) ma anche soltanto una rapida visita a Internet nei computer del locale. Motivi facilmente comprensibili (prudenza, riservatezza, impossibilità garantire uso continuato, impossibilità accesso pluralità clienti, rischio abusi, ecc.) spingono i commercianti ad essere molto evasivi in merito. Quali sono le frasi più ricorrenti che sentirete se domandate sulla connessione a Internet a una persona non disponibile a mostrarvela? Sempre in ordine di probabilità:

1) Sì, la abbiamo, ma questi giorni non funziona (difficile capire cosa sia, perché in genere non viene specificato, e al massimo arriva l'avverbio finale 'bene')

2) No, cioé sì... ma abbiamo già le linee occupate (qui la persona utilizza senza accorgersi un concetto del vecchio telefono con la cornetta, che ha poco senso con Internet)

3) Guardi non sono io che me ne occupo... so che c'è... ma non saprei dirle molto di più (l'esercente attribuisce a Internet un concetto vicino alla divinità)

4) Sì, non la diamo... cioé la teniamo staccata (qui la persona utilizza un concetto del vecchio filo che con Internet non ha molto senso)

5) Sì, ma stiamo facendo lavori di aggiornamento e di recupero di file, per cui...



Ecco come si apriva la storia d'Italia, a partire dal 1978.

Introduzione quasi ironica. Lama scopriva d'improvviso che il sistema economico non sopporta variabili indipendenti e chiedeva sacrifici agli operai, considerando troppo alti i salari (pensate un po'). Una pagina che svelava ai lettori alcune curiosità, su eventi di cui hanno sentito parlare ma senza avere a corredo una precisa documentazione. In essa raccontavo anche cosa di preciso intendeva fare Bettino Craxi, più convinto di altri nel tentare qualcosa per liberare Moro. Essendo il 1978, non poteva mancare l'elezione al soglio pontificio di Wojtyla. Cosa scrisse Alberto Cavallari quel giorno? Facevo una critica già a questo articolo. E così via, a raccontare anno per anno anche nei giorni seguenti. Fino al 1984 del 31 gennaio. Con quell'annata si chiudeva questo mese.

Del 1984 cosa si apprendeva? A Tortora, dopo 214 giorni di carcere, venivano concessi arresti domiciliari. Spiegavo come. Firma del nuovo Concordato, il 18 febbraio. Decreto di taglio dei punti di scala mobile, e spaccatura della sinistra. Raffaella Carrà firma un contratto di 1 miliardo e 800 milioni con la Rai (non ditelo a Gore e agli altri, non riescono a crederci): scandalo generale. Ma in questi casi occorrerebbe convocare chi concede quel denaro e domandargli: "Perché sei così debole?". XVI° Congresso DC. I bronzi di Riace possono partire o no? Diatriba. Poi la beffa dei falsi Modigliani, il fallimento dell'editore Einaudi salvato solo da un Parlamento amico. Ostellino prende il posto di Cavallari al Corriere. In che modo? Insomma, era una lettura molto interessante e si venivano a scoprire cose in profondità. C'erano già parole-chiave? No, ancora no. Però facevo un riepilogo degli ultimi anni, che somigliava alle descrizioni generali delle varie epoche.

This page was published on April 22, 08 - It was last modified on September 4, 08