Rawbridge declina, lentamente si appresta a svanire

Il 4 aprile, la HP spiega chi è uno dei giornalisti del Corriere della Sera. Una delle vittime del naufragio collettivo (1) di cui vi parlerò. Nella stessa pagina, avverto che non pubblicherò la retrospettiva annunciata sui Vangeli. Manca l'atmosfera giusta. Racconto, intanto, tre piccoli episodi relativi al direttore del Corriere, a Giulio Einaudi e al Manifesto.

A questo punto, hai scritto già parecchie cose. Il sito cosa doveva diventare? L'intenzione era di farne una scuola di lingua inglese, dal mese di maggio. Ma nulla di preciso era stato deciso.

Il 6 aprile, ritorno con un breve commento sulla mia analisi delle voci Rai. In queste giornate, Rawbridge augura a tutti una buona Pasqua. Sembra quasi 'ironia della sorte', considerando quello che verrà dopo (che ancora non si sa). Ma il 9.4 un mio breve saggio informa già di una piccola falsificazione operata in proposito. Rileggiamolo.

La Pasqua vale da tanti secoli come 'resurrezione di Cristo', e soprattutto come fatto che sia stata offerta alla vista di alcune persone, non importa chi fossero queste persone.

Il sacerdote ci ha detto che è tutto contenuto nel pasto dell'ultima cena.

Questa è una delle favolette che si raccontano, e che è stata creduta. Se Gesù fosse stato arrestato e giustiziato la notte di Pasqua sarebbero comunque passate almeno 72 ore prima dell'effettiva resurrezione, dunque il carattere pasquale dato a quell'ultima cena è fittizio e non corrisponde a verità. In quella cena sono presenti tanti simboli profetici, legati al corpo, ma essa non è il pasto pasquale, non c'è prova di questo e non c'è una connessione tra i due avvenimenti. Va smontata almeno metà della simbologia dell'agnello pasquale.

La Pasqua è una festa ebraica, che risale all'epoca nomade, e in essa già si sacrificava un agnello. Più tardi essa venne concepita come commemorazione della liberazione dall'Egitto, e impropriamente collegata alle speranze messianiche del popolo ebraico. Per i cristiani diventò la festa della resurrezione, ma è tutto un po' favolistico. Il problema principale, detto in soldoni, è questo: se la Pasqua ha una data precisa, come affermano alcuni evangelisti, allora si riduce a un fatto storico, e ad essa possono attribuirsi elementi simbolici propri di un frammento spazio-temporale, non di un'epoca proiettata - in quel momento - al futuro come la nostra, 1970 anni dopo. Accettato questo, si può conservare al massimo quei simboli ma non la connessione tra cena e ricorrenza. Tanto è vero che la festeggiamo ogni anno in un giorno diverso. Poi cos'altro vi ha detto?

Che è necessaria la resurrezione per il giudizio finale.

Anche questa non si capisce come sia stata alimentata, qui forse a causa di un'idea ebraica sulla 'trasformazione' concessa a tutti gli uomini nella fase precedente al giudizio finale. Ma come dovrebbe avvenire, se tutti abbiamo vissuto e siamo fatti in maniera diversa? Se la resurrezione fosse solamente oggetto di fede, quel giudizio potrebbe essere soltanto un fatto di concessione ai credenti, come spiegò poi San Paolo. Ma come conciliare questo col fatto che secondo la Bibbia il Signore è benigno e generoso fino all'ultimo anche coi non credenti? O se ne fa una questione razionale, e allora bisogna capire cosa significa quel che viene dopo, la frase 'verrà la fine'. La fine delle cose per averne di completamente diverse non può essere legata a un Dio né a uno Spirito Santo, ma può soltanto derivare da un 'essere' diverso dentro ciascuno di noi. Qui sta il segreto. Oppure se ne fa una questione puramente religiosa, ma in questo caso se anche fosse la fine dei tempi per averne di nuovi, come si fa a prendere il capostipite di questi tempi nuovi in un Adamo della nostra epoca, un'epoca che giustamente ci reclama tutti uguali nei diritti e nelle responsabilità? La verità è che il giudizio non può avvenire mediante un'opera di Dio (smettiamola di pensare a un Essere che interviene come Signore dei destini di tutti). Il giudizio può avvenire soltanto mediante una nuova scoperta degli uomini in un nuovo frammento spazio-tempo. Nel nostro... tempo.

Il 10 aprile scrivo una nota su un brutto intervento della signora Melandri, ministro Beni Culturali, in occasione della inaugurazione di un affresco restaurato di Piero della Francesca. La cosa mi dà spunto per precisare cosa significava in origine la parola 'minister', in un contesto ben inferiore a quello nostro. E il ministro Diliberto finisce al centro di quest'analisi amara sullo stato delle cose. La HP dell'11 aprile fa una nuova retrospettiva su tutto quanto è accaduto fino a quel momento. Ricorda che il 18 ottobre provai l'emozione del primo FTP (ma la pagina, credo, andò sul Web il 20 di quel mese) e distingue nella esistenza del sito tre fasi. La prima fino al 13 novembre 1999. La seconda dal 14 novembre al 26 dicembre 1999. La terza da questa data. Contestualmente, ricordo anche la creazione appena fatta di due nuovi concetti: dominio e indice di relazione. Poi più niente fino al 22. In quella sera annuncio molto lieto l'imminente incontro tra i leader politici della Corea del Nord e del Sud. Viene definito come un grande evento.

(1) Per 'naufragio' intendo per metafora la cosa che già conoscete. 'Situazione molto difficile, in cui gli uomini annaspano, non tenendosi a galla, e dopo la perdita del mezzo (Corriere) si smarriscono perdendosi.

This Web page was last updated on May 1, 08 - Last modified on September 4, 08