September 2005

THE TOP WORDS. Here are the words that are the 'super-powers' of the contemporary world: you can never avoid using them. A document published in September 2005, with the sounds that dominate the Western World.

I
You
One
Hello
To speak
Two
He
She
Goodbye
To understand
Three
We
You (plural)
Me (obj.)
You (obj.)
They
Thank you
To want
Four
To (prep.)
To go
To be
To have
Ten
One thousand
Good morning
Five
Seven
Six
Eight
Where
In (prep.)
One hundred
Because
No
Yes
Nine
Good evening
From
Of
How much
Him
Her
Not
Can (verb)
How
On
To say
Must (verb)
Day

FAQ. How could you say that the word 'day' is the number 50 and 'I' is the number-one position? I made an evaluation of what we say in everyday life, assigning a different role to each sound. I discovered that the statistical table was this. What's on top is inevitable. The sounds that are lower in the chart are less irreplaceable than the top words.

La portata innovativa di quest'opera

Nel mese di settembre 2005, la HP ha un aspetto leggermente diverso. Le colonne ora sono tre. E' stato inserito uno sfondo diverso, con una colonna verdolino sfumato a sinistra. Alcune pagine di lunga durata sono caricabili attraverso un bottone di colore marron. E l'intera trattazione è stata suddivisa in 11 paragrafi, per argomenti. Nel complesso, c'è più ordine. L'occhio va direttamente dove è interessato, non dovendo più avere una pagina come un lungo tema.

SAPER CAPIRE IL SIMBOLO.
Una delle nozioni che un pubblico casuale ha appreso in questi siti è stata quella di 'simbolismo'. Il 1 settembre 2005 mi accade un piccolo incidente: mentre cammino sulle rocce che costeggiano la parte finale di un tunnel, all'entrata di Sestri Levante, metto un piede su un falso appoggio e cado facendo un volo di una decina di metri. Escoriazioni varie al viso e alle mani. Nulla di grave: essendo abituato a camminare sulle rocce, ho saputo come comportarmi durante la caduta e ho così attutito l'urto finale. Ma l'occasione viene da me sfruttata anche in senso culturale, poiché il 4 settembre commento la cosa su una nuova pagina dal titolo 'ritorni'. Rileggiamo la parte che più ci interessa.

Il vecchio torna come immagine, senza competere con altre immagini concomitanti. La nostra memoria non porta infatti dei limiti di capienza, quando è forte. Noi possiamo recuperare qualsiasi cosa. Io fra 30 anni ricorderò molto bene quello che mi è accaduto il 1 settembre 2005. Scendendo a una certa velocità negli scogli (uno degli elementi più congeniali al mio corpo, lo vedremo nel sito), ho messo il piede su un pezzo di ferro che ha ceduto e così sono ruzzolato in un piccolo dirupo. Per fortuna, sono molto addestrato a queste cose e il bilancio non è stato drammatico. Nel ricordo, sono rimasti fortemente impressi quei tre secondi di durata del ruzzolare. In quegli attimi l'essere conscio perde il suo equilibrio e viene trascinato entro un movimento determinato dagli urti che il corpo ha con i vari scogli che trova sulla sua strada. Il primo secondo è occupato da un urlo, che viene lanciato istintivamente. Il volo termina poi in genere su uno scoglio sul quale atterra il palmo di almeno una mano (con segni molto visibili per qualche giorno) oppure una parte del nostro viso. Perché si ricordano, comunque, queste cose? Perché in quei brevi istanti perdi il controllo di te stesso. In quegli istanti, sottratto alla gravità al suolo, il tuo corpo viene sbalzato secondo una direzione casuale e tu lo segui (lo devi seguire). Nel ricordo, resteranno come i minuti di uno scontro con impatto su superficie dura. La prima sensazione, appena rialzati, è stata una profonda emozione poiché dalla guancia cadevano gocce di sangue. Ecco un altro particolare che si fissa in memoria. Nel significato più profondo, se la caduta non ha conseguenze gravi, essa rappresenta proprio un impatto che tu simbolicamente hai sull'ambiente circostante. Un impatto di vario tipo. In quel caso, ore 14.30 del pomeriggio, è possibile che qualcuno sia rimasto fortemente colpito da una delle profezie oppure da una mia pagina (oppure da altre cose di me).

Una FAQ interessante potrebbe essere: ma allora non era una caduta proprio dell'individuo? La risposta è NO. Sono tanti i tipi del 'ruzzolare'. Quando voi precipitate in caduta libera dagli scogli non avete un incidente come quello stradale (esempio, uno che vi viene contro). Il ruzzolare in un dirupo va analizzato nella sua dinamica, perché non c'è un nemico che viene contro di voi. E in questo caso è stato un impatto 'forte', poiché la mia testa ha concluso il movimento andando a sbattere con forza contro una roccia ma rimanendo praticamente intatta. Questo è il segnale appunto che un individuo ha colpito (altrimenti, la roccia avrebbe colpito me). Il ricordo affiorerà talvolta come quello di un impatto più che di una caduta. Ecco il punto centrale. Queste cose restano per il modo in cui sono state sentite dal corpo. Una caduta dal motorino, nel 1974, fu vissuta come incidente al polso (io possiedo due pianeti in opposizione tra Gemelli e Sagittario, i segni del moto, in quel momento fortemente disturbati da Giove). In quel caso il ricordo fissò un contorcersi del motorino per via di alcuni binari, che mi sbalzò sul pavimento stradale.

Il vecchio ritorna come sensazione provata in una parte del corpo, se questo ha avuto un impatto. Perfino nel sesso è così, se tornano in mente le prime volte. Ma attenzione: qualsiasi impatto voi abbiate avuto, se era un incidente serio era facilmente leggibile in qualche parte del vostro tema (perché ciascuno di noi subisce di preferenza un certo genere di incidente e non altri). Ecco perché essi tornano in memoria. E' come se una parte di noi (aspetto tra due pianeti, che - ripeto - siamo noi) in quel momento avesse un impatto comunque. Quello che si verifica fisicamente rappresenta quello che appartiene ai pianeti stessi nella loro valenza o nelle loro posizioni all'interno del cerchio zodiacale.

SAPER CAPIRE L'AMBITO DI CIASCUNA PAROLA.
Una delle caratteristiche dell'autore, come linguista, è stata la capacità di rappresentare l'evoluzione della lingua nel tempo. Sono decine le pagine in cui si analizza un termine in tutti i suoi risvolti, proprio per mostrare quali mutamenti siano intervenuti nel tempo. Più la parola è stata presa in senso 'allargato', più ne abbiamo abusato. E' un po' come se una persona, a cui piacciono gli spaghetti, li prendesse non solo nei pasti ma anche a colazione. Sono tante le parole che abbiamo utilizzato sottraendo parte di dominio ad altre. In questo senso, si registrano 'potenze' dell'epoca contemporanea (ecco un concetto che non trovate altrove). Un esempio è stata l'analisi della parola 'credibile', pubblicata proprio in questo mese di settembre. Questa fu una delle pagina più interessanti e sorprendenti. Rileggiamola oggi.

A guardare agli esempi, la prima cosa che si nota è proprio la scarsa presenza dell'attributo in funzione positiva e costruttiva. Il suono sembra molto più efficace quando vogliamo delegittimare o svalutare qualcuno, e lo facciamo accompagnare da una negazione. Qui vediamo undici recenti potenze.

1) Verosimile, da crederci
E' una versione poco credibile. Trovatene una migliore

2) Degno di fiducia
E' un primo ministro sempre meno credibile, nelle sue dichiarazioni

3) Degno di considerazione
Quello che dici è credibile, ma ci convince poco

4) Degno di una certa reputazione
Il segretario delle Nazioni Unite, dopo quello scandalo, è meno credibile

5) Autentico
Non saremmo stati credibili suonando pezzi impegnati

6) Realistico, vero
L'immagine di Piero come vittima è poco credibile, per me. L'ho visto divertirsi.

7) Difendibile, sostenibile
Dicono che la tua causa è poco credibile, lo sai, ma noi ti difenderemo ugualmente

8) Convincente
La giuria sostenne che il suo modo di proporsi non era stato credibile

9) Coerente
Non è credibile chi predica bene e razzola male

10) Adatto, confacente
Quell'abito non è credibile, levatelo

11) Vicino a realtà
E' poco credibile che abbia 100.000 accessi al giorno

Questa analisi ha dato risultati stupefacenti proprio nelle conseguenze. Cinquant'anni fa, questo aggettivo era solo potenziale. Significava 'ciò che può essere creduto'. In tempi recenti, l'allargamento è stato notevolissimo, arrivando la parola a coprire una gamma molto vasta di significati. E questo è appunto il segno di una 'potenza' in atto. Il termine ha conquistato una intera comunità di parlanti, e viene da essa usato a un certo punto in grande abbondanza. Le potenze catturano il pubblico di media e giovane età, soprattutto. Diciamo, dunque, che dalla gran massa di comunicazioni giornaliere e di scritti è venuta fuori una 'scalata' recente, da parte di questa parola. Naturalmente, non è detto. Può anche essere che tra dieci o vent'anni non useremo più il 'credibile' con la stessa frequenza e disinvoltura.

This page was published on July 2, 08 - Last modified on September 6, 08