
Grammatiche quasi-portale
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Sometimes I was just the one who didn't reply, for reasons that I couldn't really explain. If somebody asks me to exchange mutual links, even though he praises the virtues of my Web site, I have some hesitation because this is a strategy that I can't really understand. I usually prefer to talk about important issues. I felt some regret for ignoring in June 2005 the following message.
I took a look at your site a couple of hours ago...
and I want to tell you that I'd really love to trade links with you.
I think your site has some really good stuff related to my site's topic of speakers
and would be a great resource for my visitors as it deals with some great
aspects of speakers that I'd like to give my visitors more information about.
In fact, I went ahead and added your site to my Speakers HQ Resource Directory at
http://www......
The Internet has provided me with a huge amount of information. And
this is what I still care. I've never sent out a newsletter, because
there was no need. Electronic mail seems to be the most
popular use, but very few have a true conversation via e-mail. I feel
sad about observing an undeveloped network, in terms of communication.
While newsgroups and chat-lines were strong, an increasing number of
mail temptations are being held back for reasons that I can't share.
I'd like you all to write, every day, to anyone can be of interest for you. I'd like
you to give an answer every time the message is relevant.
Unfortunately, a big amount of spam keeps most people from spending
their time writing personal messages. |
Giugno 2005 è il mese in cui Grammatiche diventa quasi un portale. Entrano anche link di attualità (uno è il noto file che rimprovera gli elettori francesi per il no alla Costituzione europea), pagine in varie lingue, frasi colorate per i vari casi di traduzione. La trattazione si allunga ancora fino ad arrivare ai 130 KB del 30.6. In alto, alcuni file incolonnati danno la sensazione della scala di stazioni-città che figurava sulle vecchie radio.
FAQ. Nei file sulla traduzione, insisti sulla migliore resa nel dominio. Perché?
Perché l'arte del tradurre è soltanto di coloro che sanno scrivere
nella lingua-target. Per fare un esempio, un cittadino inglese che
abbia studiato italiano da adulto difficilmente potrebbe fare una buona
traduzione dall'inglese all'italiano. Sembra una banalità, ma per
tradurre bene occorre essere bravi scrittori nella lingua in cui ci si
sposta. Per la prima soccorrerà soltanto il dizionario. La resa
migliore poi avviene sempre in un lavoro di composizione che è simile a
quello di chi scrive un tema o un saggio su un argomento. Lo stesso si
può dire di una simultanea orale. E, badate, sono pozioni meravigliose.
Assistere ai lavori in simultanea di un ottimo traduttore (Olga
Fernando, in Italia) è come assistere a un affresco di grandi
dimensioni. La lingua viene emessa alla fonte in un certo modo.
Passando viene sgravata e rivitalizzata in un altro modo. Come se voi
passaste un tessuto dalle vostre mani alla lavatrice e poi di nuovo
(pulito) alle vostre mani. FAQ. Errori se ne commettono ancora, anche se in numero molto minore di un tempo. Essi non vengono avvertiti?
Una certa parte sì, ma il traduttore non sapendo che pesci prendere
confida che nessuno si accorga e mette ugualmente un termine. In ogni
caso, il famoso lettore medio è interessato soltanto a leggere la
storia. Sono soltanto gli esperti, i curiosoni, i colleghi, insomma i
professionisti del settore che talvolta mettono il naso su questi
lavori. Io lo feci nel 1995, procurandomi l'originale di un romanzo di
Wilbur Smith e controllando la traduzione fatta per la Longanesi dalla
signora Rambelli. Trovai decine di errori, alcuni dei quali abbastanza
buffi. Ma molte cose erano soltanto un aggiustamento: la signora, se
non conosceva un termine, si limitava a non includerlo; se era un nome
proprio straniero, lo ripeteva pari pari; se era neologismo, spesso lo
escludeva di nuovo. FAQ. In questo mese, avviene uno strano
episodio nel programma di Rai3 'Enigma', condotto da Corrado Augias. Al
momento di riprendere la parola dopo uno stacco filmato, per circa
dieci-dodici secondi i telespettatori lo vedono parlare non in sincrono
con la bocca. Sì, è una parentesi breve ma comunque sinistra che
quella sera terrorizza per un attimo gli spettatori a casa. Se tu dici
una cosa e muovi la bocca per dirne apparentemente un'altra, ancora una
volta è la mente che fa un lavoro di ipotesi. Perché lo avranno fatto?
Qui si sentivano parole, mentre il conduttore ne diceva in trasmissione
altre. Il problema è che la cosa è durata solo per quello spazio di
tempo. Se fosse stato sbagliato il filmato avremmo visto quella
non-sincronia per tutti i 10-15 minuti del discorso (fino al filmato
successivo). Il fatto che la cosa duri pochi (ma contabili) secondi fa
dunque pensare a qualcosa di molto misterioso. Un segnale a qualcuno?
Un gioco per mandare un segnale preciso? Rimasi molto irritato, per
quell'episodio. Trattandosi di un programma (almeno apparentemente) in
diretta, o è errore (e in tal caso, è una cosa terribile) o è
impostura. FAQ. Vediamo di inquadrare, perché qui ti domanderebbero una conferenza. Non lo capiscono.
Anzitutto, c'è da dire che quel programma fu una cosa terribile. Non
posso dilungarmi, naturalmente... ma a cominciare da quelle due sigle,
per continuare con il clima dello studio e con strani atteggiamenti
registrati nello studio stesso. Era l'équipe degli autori a non essere
all'altezza. Quell'episodio è con tutta probabilità un gioco, da parte
del regista o della redazione alla consolle. In senso tecnico, è un
grande imbroglio che avrebbe dovuto essere anche redarguito in alto
loco. Trattandosi di una teletrasmissione, non si può 'giocare' con ciò
che viene trasmesso. Dunque, direi in sostanza un grande incidente che
se era voluto denotava irritante mancanza di professionalità. Se mi
domandassero una conferenza, sarebbe come se mi chiedessero perché una
cosa è sacra e un'altra no. La teletrasmissione è sacra, in questo
senso. Se io dal vivo parlassi a una persona, e questa sentisse da me
parole diverse da quelle che io sto pronunciando direbbe le stesse cose
che io ho detto qui. Non avrei potuto non ricordare questo episodio,
che ho considerato grave. FAQ. Gli occhi cosa hanno visto? Il
conduttore parlava e diceva delle cose. Gli spettatori ne sentivano
altre. Dopo quei 10 secondi di brivido, le telecamere staccano e
passano a un'inquadratura a distanza in cui il viso che parlava non si
vedeva più. E questo è un dettaglio significativo: mentre qualcuno
stava facendo quel gioco, un collega aveva avuto la intelligenza di
evitare quel disagio. Dopo qualche secondo, il conduttore ritorna in
primo piano e stavolta è tutto normale.
This page was published on July 1, 08 - Last modified on September 6, 08 |