August 2005

There were pages that I would no more keep on the site. The page called 'Outspokenly', still linked to the HP in August 2005, tried to explain why our way of life is today outdated. Let's take a look again on an ironic retrospective.

The world's oldest professions are the prostitution and the priesthood. Accepting payment for cold sexual intercourse would be a touch-and-go occupation, but society considered it sort of health-restorer and a good starting point for young men to be initiated early in life. Becoming priest, on the other hand, implied an inner urge that was called 'spiritual calling', although everyone's impulse has always been unverified out of a simple declaration. In the last decades a person following a profession, especially a learned one, was called 'professional'. Some worked extremely hard, for long hours, never taking holidays as it should be recommended everywhere. The rhythm of civilization allowed all of us to hide out inside the largest cities, where most did nothing but carry on their business and spend the spare time at home with the kids while everything was conceived to promote the customer's convenience. Home screens, from television to computers, became in the twentieth century a rewarding surrogate of what we would no more see outdoors. An average working week was shared by all, from the lowest ranks in the slums to the highest ones making a lot of money downtown. Those prominent in fashionable society and the white collars didn't realize they were sharing the same system of the poorest.

Holiday came from holy day. Maybe Americans were shrewder in accepting the word 'vacation', from Latin vacatio. A period of time devoted to rest, as they said it was. Mankind had always been divided in two halves, those employed and the ones unemployed. As a matter of fact, many were employed without any chance of working and others were apparently unemployed while worked incessantly throughout the day. When the neighborhood couldn't understand what you were doing from nine to five rumors spread out like soap bubbles. Life itself could be turned into a soap opera. Meanwhile, those involved in the political life had the better of all, because they hit the headlines whatever they said or did. Being in the public eye, in the second half of the twentieth century, was the best profession of all. Tell them you're the president of the United States. Everybody will shake his hands with you. Today you met with the restaurateurs, tomorrow you'll have a scheduled meeting with the catechizers of a parish, on the day after tomorrow you'll speak at a reunion of entrepreneurs, in a week you'll have a meeting with some delegates of your party. The man who presides the United States - formerly defined the most powerful on Earth, regardless of his sexual performances - was making a speech in one school, when a few planes were hijacked in order to test the stability of a commercial center in New York. Today, holding the office of US president (look back at Bob Reiner's The American President) is an occupation that alternates between social meetings and press conferences. An alternance suitably revived in latter times, urging to renew a Patriot Act enhancing the dreams of further security while nothing has happened in the Usa since September 2001. The United States however will never let down its guard (notice that the English language made them singular, in order to make it safer).

Grammatiche ha parlato veramente di tutto

Nel mese di agosto 2005 si completa la trattazione, nel senso che arrivo a includere anche argomenti che finora erano mancati. La HP, per buona parte del mese, rimane quella del mese di luglio.

Questa quantità testimonia di una particolare vena dell'autore, quest'anno. Scrivere tutte queste cose, in un tempo così concentrato, dà la misura di un'applicazione personale non comune. Ecco il classico caso in cui la società viene posta davanti a una predisposizione di un singolo, del quale magari non aveva conosciuto le qualità. E non potrebbe, come dissi, obiettare qualcosa. Il passato mi è servito per fare l'esperienza dovuta, perfezionarmi. A un certo punto, senza guardare quale fosse la mia età, sono uscito. Non c'è un'età per questo. Uno dei pensieri che hanno più volte attraversato la mente di chi leggeva è che loro alla mia età non avrebbero scritto tutte queste cose. Ebbene, un motivo di più per imparare e per allargare la propria mente. Mai stupirsi di quello che si può fare. La nostra mente deve essere tanto aperta da percepire i famosi 'segni' della realtà e interpretarli. In questo caso, assiste dallo scorso mese di marzo a una 'grande comunicazione' da parte di un singolo autore, nel settore linguistico. Il mio operare è simile a quello di chi, mettendosi d'impegno sul suo tavolo, raccolga la sintesi dei suoi studi e dei pensieri precedenti costruendo alla fine una sua enciclopedia.

In questo mese, fatta una indagine personale, ho scoperto che le lingue maggiori sono soltanto 265. Ve ne sono, per il resto, di migliaia che vengono parlate ma non raggiungono una dignità sociale vera e propria (documenti, teletrasmissioni, comunicazione con stranieri ecc.). Con la lingua coreana, si concludeva un'inchiesta che alla fine presentava anche un'interessante propaggine di comparazione tra passato e presente. In questa serie di considerazioni finali, era compresa anche qualche sorpresa. Nel 1870, osservavo, le lingue che trovavano il numero maggiore di emittenti erano (senza ordine) Cinese, Tedesco, Inglese, Francese, Russo, Arabo, Turco, Persiano, Ebraico, Malese, Portoghese, Spagnolo, Italiano, Greco. Oggi Urdu, Punjabi, Bengali, Hindi, Giapponese hanno scalzato dai primi posti Greco, Malese, Ebraico.

Sempre nella parte finale della pagina presentavo la situazione dell'America Settentrionale nel secolo XIX°. Ecco come il continente, nella parte settentrionale, era raffigurato 145 anni fa durante la Guerra Civile. Il Canada era chiamato Nuova Bretagna; il nome odierno si dava all'odierno Quebec; l'Alaska era definito America Russa; la California era divisa in due parti; l'America Centrale era occupata dallo Stato del Guatemala. In questa carta venivano indicate con un simbolo piuttosto grande anche città che oggi rivestono un ruolo molto marginale. Questa era una bellissima annotazione, che oggi potremmo trasferire nella nostra società al momento in cui constatiamo che alcuni personaggi di 40 anni fa oggi non ricevono più considerazione. Il passar del tempo muta le cose. Pensate che nel 1860 gli Stati Uniti di allora (31 Stati, 1 distretto federale, 5 territori) contavano soltanto 29 milioni di abitanti.

Grammatiche riceve in trattazione anche altri argomenti, che talvolta sembrano esulare dalla materia-base. Uno è la giustizia sportiva. Per una serie di amare vicissitudini, la squadra di calcio della capitale ligure si viene a trovare al centro di una complicata vicenda giudiziaria. In essa emerge anche la mediocrità degli uomini, spesso indotti a parteggiare per una squadra locale. Nel momento in cui la giustizia ordinaria si allarga a giudicare anche fatti sportivi, si constata appunto l'ennesimo aspetto della fine di una intera società. Dunque, nemmeno questo era estraneo a una materia che come su Memoriale mirava a descrivere la profonda agonia di una comunità sociale priva di regole e restia a vedere o applicare princìpi. Sullo sfondo, poi, l'illusione di tutti: l'idea che comparire sulla carta di giornale, quand'anche fosse per vicende luttuose, sia una cosa gratificante. In questo caso, un magistrato di nome Vigotti ha il suo quarto d'ora di popolarità intorno a Ferragosto. Perché? Soltanto perché ha combinato un pasticcio giuridico, prima accettando di esaminare un caso e poi dichiarando egli stesso che non poteva farlo. Le FAQ che pubblico hanno un titolo in alto che parla proprio di 'conclusione della nostra società'. Siamo dunque sullo stesso solco di Memoriale. Ve ne accorgete anche dal fatto che le pagine a saggio vengono inquadrate sotto l'etichetta iniziale 'LE APPLICAZIONI DELLA FINE'. In conclusione di tanti pasticci, di tanti disastri, non potevo che arrivare alla constatazione che ormai conoscete. Tutto il mondo, governi compresi, sconta ancora uno stato di preoccupante ignoranza globale.

E' necessaria un'alfabetizzazione del pianeta.

This page was published on July 2, 08 - Last modified on September 6, 08