August 2002

Where does language come from? A number of theories have always tried to account for how words came into being and how they are produced by our brains. What's inside is a structure provided with consistency, while everyday language works as a bridge connecting brains to words. Here, too, what I explained was a brand-new theory giving a new contribution to the Memoriale pages. The nation-building process found languages, all over the world. All peoples could use an elaborate system of sounds provided by nature. Inside, a different kind of logic was the key to any reasoning. Every language seems to reason carefully, by making us speak in a different way than any other.

Un nuovo sito sul Web

Nella tarda serata del 12 agosto 2002 prende forma un nuovo sito, www.grammatiche.com. Questa volta, a differenza di Memoriale, la materia è specifica e determinata. Si tratta di lingue. Un'opera a questo punto necessaria, perché stavo scrivendo cose completamente nuove anche in questo campo e non bastava più un sito generalista come l'altro. In me era l'intento di accoppiare a un sito di riforma nel mondo dello spirito uno di illuminazione della lingua, in maniera da preparare nel modo migliore alla comprensione dei fenomeni 'non materiali' che in genere sfuggono alla massa. Quella sera, le cose mi vengono come al solito in maniera molto semplice. Dopo il pasto serale, mi sono seduto al tavolo posto di fronte a una terrazza che guarda da una parte le montagne e dall'altra il mare di una cittadina della Liguria e ho cominciato a scrivere. Cose che in parte avevo io stesso introdotto, mutando leggermente il quadro già conosciuto della teoria linguistica.
La prima sera i link sono soltanto per le varie famiglie linguistiche e le solite quattro grammatiche con le frasi estratte da titoli dei giornali. Per il resto, introduco brevemente il tipo di operazione cercando anche di definire le cose. Rileggiamo.

Grammatiche.com resterà sempre in relazione stretta con Memoriale.com. Spesso troverete la prosecuzione di un discorso, lo sviluppo di un'idea, la memoria di un dettaglio già pubblicato.
Grammatica è una parola che usiamo male e, data la sua importanza, troppo poco. Grammatiche abitano tutti i settori della vita associata. Per gran parte si può dire che non ne abbiamo coscienza, e così viviamo in maniera casuale. GRAMMATICA è l'insieme dei principi che danno stabilità alle manifestazioni espressive di uomini parlanti una stessa lingua in un determinato contesto spazio-temporale. Se la lingua fosse una creazione del cervello umano non sarebbe stato possibile - per la difficoltà di mettersi d'accordo - averne una per ogni lingua, e ciascuno di noi utilizzerebbe una sua grammatica personale. Avendo una LORO GRAMMATICA, le varie lingue vanno concepite come sistemi indipendenti forniti di una logica e di un'autonomia. In ciascuno di noi l'espressione linguistica si forma come ponte tra cervello e parole (che già esistono come suoni) in uno spazio non visibile e immateriale. Esistono GRAMMATICHE anche fuori dalla lingua. Con questa parola descriviamo infatti anche le convenzioni su cui si reggono altri sistemi. cioé le nozioni di base e introduttive. Abbiamo così una grammatica dell'amore (relazioni sociali/affettive), una grammatica del gioco del calcio, una grammatica del gergo giornalistico, ecc.ecc.

Ecco come si presenta la parte alta della HP alla fine della prima settimana.

Our mind too is differently structured, when speaking a language. We can make an elaborate reasoning on how the English speakers build up a sentence when we're not native speakers. An exercise that I still recommend is the evaluation of a speech made by native speakers, noticing what you'd never say like that. This shows how the differences of structure affect the national speakers every time they listen to people speaking a foreign language. This page refers to this concept when I say that some Italian readers find it hard to follow these columns (that I'm writing) in English, on Apoteosi. If I write in English, the Italian speakers with little knowledge of English will have to face an unusual structure often reflecting a different kind of logic.

On Grammatiche I tried to explain every time how and why the structure was made like that. When there was a mistake, it was one of us to be wrong. The greatest disaster ever caused to mankind came from that misunderstanding: people getting a wrong idea across, in using that word (god).

La pagina, costruita a reticolato, conteneva alcuni riferimenti fissi come in una struttura. Rivediamoli, in sequenza.
Definizioni
Famiglie linguistiche
Come nacquero le lingue
In che senso si pone un sistema grammaticale
Dominio
Indice probabilità
L'errore del momento
Le frasi del momento
Le parole del momento
Brani del momento
Ciò che chiamiamo errore
Quattro grammatiche, costruite mediante frasi dalla stampa

Il sito, che come vedremo avrà uno stop, cerca di presentare il fenomeno linguistico analizzandolo anche in termini di 'tempo presente'. Da questo non mi sono mai discostato, proprio a significare che il Nuovo Periodo esige una assoluta compenetrazione con ciò che l'epoca attuale passa e contiene. Senza questa analisi, non sarebbe possibile comprendere una vita che è fatta anche di grammatiche in varie delle sue manifestazioni.
Durante le prime giornate, comparirà ogni giorno la foto di un personaggio diverso a dare risalto a uno schema che altrimenti sarebbe solo di parole. I lettori ricorderanno il viso pulito e adolescenziale di Elisa, di cui mettevo in evidenza la lingua ancora acerba.

In questo sito, tra le altre, figurava ancora una volta l'immagine di Al Gore. Sì, era per ricordare che già su Memoriale avevo fatto una operazione originale (che dovrebbero fare coloro che stanno imparando una lingua). Prendere un discorso integrale di un madrelingua, e analizzarlo dicendo cosa di esso colpisce. In altre parole, farsi suggerire dal cervello stesso cosa noi (che non siamo nati con quella lingua) troviamo strano, incomprensibile, o anche molto interessante. Lo avevo fatto con il discorso di 'resa' ai Repubblicani, del 13 dicembre 2000. Perché è interessante? Perché in questo modo la persona si abitua a penetrare nei suoni tipici di quella lingua, ad assumerne la natura intrinseca e le motivazioni profonde. In questo sito compariva anche una pagina nota ai lettori, quella sugli errori musicali. Questa pagina cercava di far presente a tutti che quei testi sono grammaticalmente tutt'altro che corretti. Ma non dovevamo vederci più?, cantava Battisti in un suo brano. E questo era appunto uno degli estratti di quella pagina. Qui era palese il fatto che l'autore (Mogol) avesse dimenticato il 'non' mediano, con la conseguenza che la frase espressa in quel modo significava esattamente il contrario (vedersi di più). Le distrazioni, da parte degli autori di testi di canzone, erano il prodotto di una non perfetta compenetrazione nell'idioma scritto. Un conto è scrivere un romanzo o un saggio, un altro porre in rapida successione parole leggere da cantare. Se si è poco abituati a scrivere interi articoli o saggi, verrà poi naturale farsi sfuggire errori come quello appena richiamato. Perché insistevi sugli errori? L'errore, commesso oralmente o per iscritto, è un fenomeno di grande portata. Si deve al fatto che non ne parla mai nessuno se ne vengono commessi ogni giorno in grande quantità. L'errore è proprio una questione di rilievo sociologico, che coinvolge tutta la popolazione. Ai lettori dovevo dunque spiegare come nacquero le cose. Perché in quel caso esisteva una regola? Le lingue, in origine, furono suoni che sgorgavano e avevano una loro coordinazione interna, in una struttura autonoma dalle altre. Le regole si creavano da sole, e a orecchio si imparavano. Secoli dopo, venivano fissate ufficialmente anche in una grammatica. Questa, più o meno, veniva assimilata dai parlanti nazionali di ogni territorio. Oggi è lo stesso. Una persona molto colta estrae le regole dal proprio cervello, come se fossero tante combinazioni di una cassaforte della natura. Una poco istruita, viceversa, le capisce poco specialmente se è poco dotata per natura.

Gli aggiornamenti del sito verranno interrotti già ai primi di settembre. Perché? Difficile spiegarlo. Ero concentrato, allo stesso tempo, su Memoriale. E naturalmente facevo anche altre cose. Il tempo da dedicare non è infinito. In una giornata si cerca di fare il maggior numero di cose possibile. In settembre, cominciai a staccare già dai primi giorni del mese anche perché pensavo di dover far prima sedimentare nella mente di chi mi leggeva i concetti che andavo spiegando. Dopo tutto, importava più che altro il modello linguistico. Sarebbe stato impensabile che io stessi ogni settimana a dire quali erano le cose del momento. Questa pagina di agosto bastava, per il momento. Erano già menti affollate da una gran massa di informazioni. Riempirle ancor di più avrebbe creato una confusione ancora maggiore. Pensate alla novità del dominio. Come avrei potuto spiegarla agli anziani che capitavano nel mio sito o ai passeggeri dei treni che prendevo in quel momento? Oltre a queste spiegazioni potrebbero essercene altre che io stesso non trovo. Queste date, i momenti stessi degli aggiornamenti, sono dati quasi esoterici che un giorno forse verranno studiati e interpretati. Io posso qui spiegarli solo fino a un certo punto.
Dunque, la HP più o meno rimase quella per molti mesi. Sembra strano che poi il sito riprenda vita e si trasformi nel marzo 2005 (ben due anni e mezzo dopo), ma queste distanze di tempo ormai sono più brevi di quel che si pensi. Oggi, due anni e mezzo vengono 'consumati' da tutti noi senza accorgerci. E così, passare dalla fine 2002 al marzo 2005 non è un grande salto. Considerate, tra l'altro, il fatto che le università italiane hanno 'dormito' e io ho potuto avere soltanto iniziative mie personali. Anche questa verrà ricordata, nei prossimi decenni, come una caratteristica di un paese in cui si sapeva soltanto organizzare convegni. Un paese composto da città in cui, come ho spiegato, era assente proprio la vita. Spiega bene questo. Prima di tutto, non c'è anima. Io giro in un centro popolato da 60.000 a 120.000 persone e non trovo nulla. Le persone non emettono loro reazioni, se proprio non le si costringe... non hanno iniziative, non sorridono, non sanno accogliere. Secondo, manca la vita associata. Le famiglie non usano più riunirsi, andarsi a trovare in visita, organizzare qualcosa, insomma avere iniziative. Da un lato, è scomparsa la serie di tradizioni locali. Dall'altro, non è stata introdotta una nuova ritualità del quotidiano. Conseguenza: tu osservi soltanto dei percorsi individuali, che fanno scomparire il concetto stesso di nazione. La signorina Rossi fa la spola dal market a casa sua e viceversa. Mancano luoghi e occasioni che facciano crescere le persone. Lo stesso tasso di natalità indica che in questo Paese le donne hanno sempre meno occasioni che in altri. E la società era drammaticamente spaccata più che altrove in due tronconi, che sono soltanto un'idea del pensiero: VIP e gente comune. Un'idea che avrebbe dovuto essere estirpata cercando proprio di allargare ciascuno il proprio orizzonte. Questo fu il panorama drammatico ancora alla vista di tutti, tra il 2000 e il 2008. Un paese inesistente, da cui si sarebbe scappati via volentieri. Un paese in cui le autorità, anziché conoscere personalmente l'autore e la sua opera, si attardavano in una massa infinita di coglionerie partorite soltanto dalla loro mente.

This page was published on June 20, 08 - Last modified on September 6, 08